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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Sceneggiatore di Topolino licenziato per uno scontro con i lettori sui social

L’ultimo numero di Paperinik non viene gradito dai fan. Roberto Gagnor, sceneggiatore del settimanale Topolino da 23 anni, pubblica un post ironico su Facebook contro le critiche. Poi un altro botta e risposta nei commenti. E alla fine viene licenziato. “I lettori vanno rispettati”, ricorda il direttore Alex Bertani.
Un “Papergate” che ha scosso il mondo del fumetto italiano. Perché Gagnor era uno storico collaboratore di Topolino, perché al centro della querelle c’era uno dei personaggi più amati dai lettori, il giustiziere di Paperopoli, ma soprattutto perché rappresenta una estrema difesa del diritto di critica. Tanto da “sacrificare” un autore.
La vicenda è partita il 23 aprile, quando Gagnor ha pubblicato sui social un post – sarcastico ma dai toni non proprio da fumetto – per rispondere alle obiezioni che erano state rivolte agli autori su un numero di Paperinik non gradito. “‘Ho ucciso tua madre, impiccato tuo padre, partecipato a adunate naziste’ (seguono altri esempi del genere, ndr). ‘Vabbè succede’. ‘E infine ho scritto una storia di Paperinik che non risponde alle tue aspettative di trent’anni fa!’ ‘No, bastardo’”, ha scritto su Facebook. Corredato da un “si scherza”. Poi un altro scambio di battute nei commenti di un altro post: “Restate irrilevanti e gente che deve crescere”. E allora i fan di Topolino sono insorti.
Il forum del Papersera si è trasformato in un tribunale ed è arrivato l’allontanamento a inizio maggio. “Ho semplicemente ironizzato, a titolo personale, proprio su questa dinamica che porta alla sacralità di Pk. Alcuni fan non capiscono che pure i fumetti evolvono. Insomma, ho percepito una rabbia ridicola. L’ho fatto presente e l’hanno preso come un affronto personale: qualcuno ha scritto di voler cancellare l’abbonamento a Topolino, chiedendo la mia rimozione”, ha raccontato lo stesso Gagnor intervistato da Il Foglio.
E ancora: “Il direttore di Topolino temeva che le mie dichiarazioni potessero essere intese a nome della redazione. Per evitare l’equivoco, ha scelto di interrompere il rapporto”, ha precisato lo sceneggiatore. Il direttore di Topolino, Alex Bertani, ha risposto con un intervento su Fumettologica: “Non è la prima volta che si è reso necessario ricordare che esistono limiti imposti dal proprio ruolo. Posso passare sopra ad altro ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere. Perché viviamo in un Paese libero. Dove se acquisti un magazine per leggerti delle storie hai il diritto di commentare, dissentire e criticare. Anche aspramente”. E ha poi aggiunto: “Tutti coloro che lavorano per Topolino, quando si esprimono pubblicamente, vengono inevitabilmente percepiti come rappresentanti di un gruppo e di una sensibilità condivisa e non voglio che determinati atteggiamenti possano essere associati, neppure indirettamente, a una realtà che da sempre promuove dialogo, rispetto e inclusività”.
Gagnor ha ricevuto anche tantissimi messaggi di solidarietà da parte dei lettori su Instagram, dove scrive “mi troverete sempre qui” per ridere, scherzare e chiacchierare di fumetti “come abbiamo sempre fatto”.
Lo sceneggiatore aveva esordito su Topolino con la storia Eta Beta campione intergalattico e nel corso degli anni aveva ideato storie apprezzate come Topolino e il surreale viaggio del destino, Topolino e il passaggio a Tor Korgat e cicli come A scuola di polizia con l’Ispettore Manetta e La storia dell’arte di Topolino. Adesso Gagnor ha annunciato che Manetta e la squadra che vince sempre, pubblicata questa settimana sul numero 3680 di Topolino con i disegni di Luca Usai, sarà una delle sue ultime storie per il settimanale, senza precisare quante altre ancora ce ne siano di già pronte.