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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Francesco Luciani parla del suo personaggio e degli inizi

È lo spigoloso (e violento) Samuele di «Mare Fuori», il “milanese cattivo” che alla fine della sesta stagione finisce con l’essere sequestrato e messo sotto tortura da mani che restano misteriose. Il suo personaggio machiavellico è entrato a gamba tesa nelle turbolente dinamiche della fortunata serie tv ambientata in un immaginario istituto penale per minorenni ispirato al penitenziario di Nisida. Francesco Luciani, atteso oggi ad Anacapri alle 20 insieme con i giovani attori napoletani Antonio D’Aquino e Aurora Venosa, nell’ambito della rassegna «Swedish film goes Capri» fino a sabato a Villa San Michele, è uno dei protagonisti delle ultime due stagioni della celebre serie Rai.
Ventiquattrenne di Mezzate, nel milanese, Luciani ha debuttato lo scorso anno sul grande schermo ne «La partita delle emozioni», il film di Fabrizio Guarducci con Sebastiano Somma, nel quale interpreta Davide, un ventenne agiato incapace di regolare il proprio temperamento. Un personaggio diverso da Samuele ma che intercetta ugualmente disagi e ambiguità della Generazione Z.

«Samuele è il mio primo vero personaggio – racconta l’attore – e di conseguenza rimarrò affezionato a lui per sempre. Anche se ha moltissimi difetti e compie azioni riprovevoli, Samuele mi ha insegnato, seppure indirettamente, a farmi scivolare le cose di dosso, a dar vita a quel sano menefreghismo che tante volte aiuta». E prosegue: «Il cinema e le serie tv hanno il potere di trasmettere un messaggio in un modo molto diretto, e a mettere in circolo discussioni su tematiche sociali talvolta complesse e poco affrontate, poi sta alle persone rimuginarci sopra e distinguere anche dove finisce la finzione e inizia la realtà».
Le azioni da bullo compiute in «Mare Fuori» da Samuele hanno infatti acceso un dibattito sui social, con i fan spesse volte divisi sul suo carattere definito da tanti «fastidioso e viscido» e per altri anche «un po’ schifoso». «Per fortuna i miei coetanei spesso dimostrano di essere più bravi dei loro stessi genitori a scindere le caratterizzazioni al centro della trama di un copione dalle dinamiche sociali che regolano la vita di tutti i giorni. Purtroppo ho incontrato genitori che non riescono a capire che le azioni commesse da Samuele sono mera finzione». 
Tra i giovani talenti del cinema e della televisione più promettenti in circolazione, Luciani vive l’improvvisa popolarità con saggezza, senza lasciarsi minimamente intaccare dal successo. Un attore distante dai social, con alle spalle una lunga gavetta di lavori occasionali, e che ama perlopiù leggere libri o suonare strumenti come, tra gli altri, basso, chitarra, ukulele e batteria. «Prima di ottenere una parte, ho cambiato tantissimi lavori. Ho fatto il fattorino, ho lavorato addirittura come agente immobiliare per due giorni, e sono stato anche operaio in una fabbrica. Sono esperienze che mi hanno aiutato tanto, soprattutto a disciplinarmi, visto che sono un po’ una persona con la testa tra le nuvole. Ai miei coetanei – conclude – consiglio sempre di leggere tantissimi romanzi, facendo mia una frase del rapper Kid Yugi: “Nei libri ci sono i pensieri migliori del mondo e nessuno te li urla addosso”».