Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Chi sono i finanziatori di Vannacci

Dal petroliere al commerciante di carciofi. Dal palazzinaro all’orologiaio. Sono solo alcuni dei finanziatori del partito di Roberto Vannacci, fondato lo scorso 3 febbraio dopo l’addio del generale in pensione alla Lega. In appena quattro mesi, Futuro Nazionale ha già incassato oltre 300 mila euro, che serviranno a sostenere la campagna elettorale per le elezioni politiche ormai alle porte. Su di lui scommettono molti imprenditori che confidano su un exploit e sulla possibilità che possa assumere un ruolo di governo.
I versamenti, come impone la legge, sono in parte già visibili nel registro nazionale della Camera. E una versione aggiornata compare nella sezione «Trasparenza» del sito di Futuro Nazionale. Spulciando la trentina di nominativi presenti emergono particolari interessanti, messi in luce da un’attenta analisi di Pagella Politica, team specializzato in fact-checking.
Il dato politicamente più rilevante è che oltre 80 mila euro – la quota più consistente dei 316 mila euro complessivamente raccolti – arrivano da una donazione dell’associazione «Il Mondo al Contrario». Si tratta della struttura che ha organizzato le presentazioni dell’omonimo libro di Vannacci, con annesse cene a pagamento in tutta Italia e anche all’estero. Un tour che ha spesso registrato il tutto esaurito e che, negli ultimi due anni, ha consentito di raccogliere risorse economiche significative, rivelatesi decisive per il salto di qualità rappresentato dalla fondazione di un partito. Altro che semplice «missione culturale», come l’associazione era stata inizialmente definita.
Tra i finanziatori del partito spiccano diversi imprenditori del settore edilizio. Dalla Ecoholding Srl, società della famiglia Cieri, sono arrivati 30 mila euro. Altri 15 mila euro sono stati versati dalla Ecolattanzio Srl, impresa guidata da Luca Cieri. Sempre dalla stessa galassia familiare sono arrivati ulteriori 15 mila euro tramite la Stabilia Italia Srl, società immobiliare nella cui compagine compare un altro esponente della medesima famiglia. Il cognome Cieri è finito al centro delle cronache giudiziarie per il cosiddetto «crollo di San Valentino». La sera del 14 febbraio 2018, alla Balduina, a Roma, una voragine di circa venti metri si aprì lungo una strada, inghiottendo automobili e costringendo all’evacuazione di alcuni edifici. Nel settembre 2025, tra i condannati per quella vicenda è comparso anche Luca Cieri, la cui Ecolattanzio Srl operava in un cantiere per la realizzazione di un immobile nei pressi dell’area interessata dal crollo. Le contestazioni formulate dal giudice parlano di «negligenza, imperizia e imprudenza».
Nelle casse di Futuro Nazionale sono poi confluiti 5 mila euro dal Consorzio Key Re Management, associazione di imprese nata per «organizzare e ottimizzare l’importante flusso di lavoro generato dall’opportunità rappresentata dal Superbonus 110%».
Un contributo da 30 mila euro è stato invece versato dalla CPP Compagnia Petrolifera Piemontese, società guidata da Stefano Maurizio Finzi. In base a una visura camerale acquisita da Pagella Politica, l’azienda opera nel commercio di carburanti e pneumatici e nella gestione di stazioni di servizio.
Altri 12 mila euro a sostegno di Vannacci arrivano dall’imprenditore Domenico Santoro, fondatore nel 1989 della Esim Srl, società attiva nella progettazione e manutenzione di impianti ferroviari e fornitrice di servizi anche per il gruppo Trenitalia.
C’è infine il capitolo agroalimentare. Mille euro sono stati versati dalla Carciofi Romani Srl e altri 4 mila dalla MM Vini Srl. Molti sostenitori di Vannacci provengono dal Lazio, dove il generale in pensione conserva il proprio nucleo più fedele di sostenitori. Ma scorrendo l’elenco compare anche il nome di Lorenzo Ruzza, commerciante di orologi da collezione molto attivo sui social e titolare di un negozio nel centro di Milano.