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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Eredità Del Vecchio, Basilico blocca la madre

La guerra sull’eredità Del Vecchio apre un nuovo fronte. Rocco Basilico risponde alla madre con una diffida formale al board di Delfin: nessuno tocchi le mie quote. A pochi giorni dalla notizia della lettera con cui Nicoletta Zampillo aveva comunicato al cda di Delfin di voler rimettere in discussione la rinuncia all’usufrutto del 2022 – un atto che aveva trasformato Basilico in pieno proprietario del 12,5% della holding lussemburghese – i legali del figlio hanno inviato alla società una lettera formale che il Corriere ha visionato in esclusiva. A firmarla sono gli avvocati dello studio lussemburghese Bonn Steichen & Partners. Il documento, datato 1° giugno, «intima» al cda di Delfin di «astenersi da qualsiasi velleità, misura o iniziativa» che possa modificare la posizione di Basilico nella compagine sociale.
Al centro della disputa c’è l’atto del 1° luglio 2022, firmato a soli tre giorni dalla morte di Leonardo Del Vecchio con cui Zampillo aveva rinunciato all’usufrutto sul 12,5% delle quote di Delfin – un diritto attribuitole dal testamento del fondatore di Luxottica in sostituzione della legittima – permettendo al figlio Rocco di diventare pieno proprietario con diritto di voto. Zampillo aveva fatto sapere al board di ritenere quell’atto «fortemente dubbio», sostenendo di averlo sottoscritto in una fase di «particolare fragilità emotiva» e senza «valutare appieno la portata giuridica» di ciò che stava firmando. Gli avvocati di Basilico respingono questa ricostruzione: l’atto fu redatto da un notaio (Mario Notari, che siede tra l’altro nel cda di Delfin) circostanza che ha un peso giuridico preciso, poiché il notaio è tenuto ad accertarsi che ciascuna parte esprima «un consenso libero, informato e non viziato». L’atto notarile «gode di una presunzione di validità» e non può essere messo in discussione da «semplici allegazioni unilaterali».
A fine aprile l’assemblea di Delfin aveva autorizzato Leonardo Maria Del Vecchio ad acquistare per 10 miliardi le quote dei fratellastri Luca e Paola, pari al 25% della holding. Basilico si era opposto con un ricorso alla Corte del Lussemburgo, usando proprio i voti derivanti dalla piena proprietà che sua madre ora contesta.
Il cuore della lettera è una diffida formale: i legali «mettono in mora» il cda di Delfin – «e ciascuno dei suoi membri individualmente» – chiedendo di astenersi da qualsiasi delibera che possa «modificare la qualità di socio di Basilico o ridurre i suoi diritti sociali». La società, ricordano, non può modificare lo status di un socio «in assenza del suo consenso e senza una decisione giudiziaria». Ammettere il contrario equivarrebbe a riconoscere una «espropriazione di diritto privato», vietata dall’articolo 545 del Codice civile lussemburghese.
Delfin è la cassaforte attraverso cui la famiglia Del Vecchio controlla partecipazioni in EssilorLuxottica, Generali, Unicredit, Monte dei Paschi e Covivio, per un valore stimato oltre i 40 miliardi. La palla è ora nel campo del cda e dei giudici lussemburghesi.