Corriere della Sera, 4 giugno 2026
La Finanza a Palazzo Marino per le concessioni in Galleria Vittorio Emanuele
C’è una nuova inchiesta della Procura di Milano in Comune, e non riguarda l’urbanistica dei grattacieli cittadini, ma le concessioni di spazi commerciali di prestigio soprattutto in Galleria Vittorio Emanuele accanto al Duomo. Lo si ricava dall’ordine di esibizione che a Palazzo Marino si stanno rigirando nelle mani dopo che con quel foglio si sono presentati ieri i militari del gruppo spesa pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, poi affacciatisi anche alla Soprintendenza Belle Arti e all’Agenzia del Demanio. Sono solo poche righe, eppure se ne traggono quattro dati.
Il primo è che esistono indagati, perché l’intestazione è appunto il relativo modello 21, però non vengono indicati e neanche si capisce se siano soggetti privati o amministratori pubblici. Allo stesso modo non è disvelata l’accusa, tuttavia il secondo dato ricavabile è che è un reato contro la pubblica amministrazione, perché a firmare l’ordine di esibizione è un pm di questo dipartimento in Procura, Grazia Colacicco, non uno dei pm invece appartenenti al pool che da mesi segue i processi sull’edilizia.
Il terzo dato è il perimetro degli accertamenti, visto che l’ordine di esibizione domanda carte sulle pratiche amministrative per gli eventi che con installazioni di grande impatto nel e sul palazzo della Rinascente (in Galleria Vittorio Emanuele accanto al Duomo) hanno lanciato un mese fa il film «Michael» su Michael Jackson, e due mesi fa il film «Il Diavolo veste Prada 2»; atti sulle concessioni alla maison Dior e alla maison Montblanc per i loro negozi in Galleria; in altri casi, sui bandi per l’assegnazione in concessione d’uso, l’ordine di esibizione indica o alcuni indirizzi (come via Silvio Pellico 1, piazza Duomo 21, via Senato 10), oppure società di locali (quali Sanctuary Voodoo Bar e pasticceria Cucchi srl); e un’esibizione è chiesta anche sugli atti di una installazione pubblicitaria in piazzale Cantore. Il quarto dato è che il fascicolo è del 2025, il che consente di risalire all’origine: un esposto presentato l’anno scorso dall’imprenditore Massimiliano Lisa, animatore del museo su Leonardo da Vinci all’angolo della Galleria con piazza della Scala, sulla cui revoca della concessione da due anni ha in corso un acceso contenzioso con il Comune e la società Duomo 21, sfociato per ora in decisioni della giustizia amministrativa sfavorevoli a Lisa, nonché nella scelta del Comune di denunciarlo per diffamazione.
Lisa pochi giorni fa ha annunciato la propria candidatura alle elezioni 2027 per il Comune con una lista civica, «Milano Libera», che in caso di affermazione indicherebbe vicesindaco la magistrata in pensione Tiziana Siciliano.
Ciò significa che l’ex (sino al 20 dicembre 2025) procuratrice aggiunta di Milano ha accettato l’impegno politico con Lisa pur sapendo di aver proprio lei, in qualità di capo nel 2025 del pool reati contro la pubblica amministrazione, assegnato a una pm del pool l’esposto di Lisa; e che si è resa disponibile alla candidatura senza considerarne l’inopportunità proprio anche nei confronti della sua ex Procura, che sapeva stesse valutando l’esposto di Lisa. Esposto nel frattempo ampiamente superato dal lavoro dei pm, visto che i temi dell’ordine di esibizione ieri mostrano ormai un solo punto di contatto (Duomo 21) con l’esposto iniziale.