Corriere della Sera, 4 giugno 2026
Mossa del centrodestra, nuovo stop al fine vita
Si ferma di nuovo l’iter della legge sul fine vita, approdata ieri in Senato e, con i voti della maggioranza, rinviata in Commissione. Parlano di «pietra tombale» per un provvedimento «di civiltà» dall’opposizione: lo dice il capogruppo del Pd Francesco Boccia, mentre il collega Alfredo Bazoli, che ha scritto il testo presentato con il sostegno di tutto il campo largo, parla di «volontà di seppellire il provvedimento». Dal centrodestra replica Stefania Craxi, capogruppo di FI – partito più favorevole nella maggioranza alla legge —: «Non c’è strategia dilatoria: saremmo i primi a denunciarla. Lavoreremo e presenteremo emendamenti al testo per riportare la proposta di legge in Aula prima dell’estate».
Ma naturalmente lo scontro frontale si è acceso. Elly Schlein è durissima: «È vergognoso. La maggioranza ha affossato la nostra proposta di tutte le opposizioni per una legge sul fine vita, è la dimostrazione che questa destra non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso seguendo quello che già la Corte Costituzionale ha spiegato». Ma Stefania Craxi ribatte che il testo Bazoli, che pure lei dice di condividere, «difficilmente» avrebbe avuto un voto favorevole.
Ma soprattutto, da FI non si vuole arrivare ad un muro contro muro tutto politico, visti i fortissimi dubbi nel centrodestra. L’unico modo per arrivare a un risultato è appunto cercare di mettere da parte le logiche di partito e lasciare «libertà di coscienza» ai parlamentari, a partire dai propri.
Ci sono comunque ancora grossi ostacoli da superare, primo fra tutti quello del Servizio sanitario nazionale. Deve o no avere un ruolo nelle procedure e nei costi che portano al fine vita? Una parte della destra è contraria in ogni caso, FI è favorevole mettendo assieme anche un rafforzamento delle strutture per le cure palliative. Ieri in audizione dall’Iss è arrivato uno stop sulla possibilità di usare macchinari ad hoc. Si vedrà.
Ma il tempo stringe, e il punto di incontro per la mediazione quando sembra a un passo torna ad allontanarsi. Con scandalo di tutta l’opposizione, da IV ad AVs, da Azione al M5S è condanna totale del rinvio: «La maggioranza scappa, ma le persone continuano a soffrire», punta il dito Stefano Patuanelli. Allarga le braccia il presidente Ignazio La Russa: «Io ci ho provato a portare la legge, ma il Parlamento è sovrano».