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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Parte la richiesta danni per Minetti e Cipriani

«Solo vie legali, adesso....». Non è il momento di parlare, fa sapere Giuseppe Cipriani pochi minuti dopo il pronunciamento dei magistrati milanesi: ora, a parlare saranno solamente le carte bollate. Il compagno di Nicole Minetti aspettava questo momento. Anche perché, come la pensasse, lo diceva già ai primi di maggio. E alla domanda sui danni, che eventualmente avrebbe chiesto per l’inchiesta condotta dal Fatto Quotidiano, l’imprenditore rispondeva tranciante: «Più che i danni – ci diceva —, io credo che dovrebbero chiudere il giornale». Un mese dopo, sulla testata di Marco Travaglio, pende la richiesta d’un mega-risarcimento da 250 milioni d’euro: Cipriani e Minetti, confida chi li conosce, intendono devolvere i soldi, «che siano un euro o decine di milioni», alle organizzazioni internazionali che si occupano di bambini adottati. Le prime istanze risarcitorie sono già state depositate e la conferma arriva nel pomeriggio con un comunicato dei legali – Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi – che «prendono atto dell’esito delle verifiche condotte dalla Procura generale di Milano in seguito alla diffusione delle notizie, rivelatesi tutte non vere, come accertato dall’autorità giudiziaria».
«Credo che bisognerà trarre delle conclusioni e agire»,il mandato di Cipriani, con particolare attenzione a quanto scritto sull’adozione «irregolare» del bambino in Uruguay, sulla morte violenta dell’avvocata che rappresentava il minorenne adottato, sullo «stile di vita» e sulle feste al ranch Gin Tonic di Punta del Este. «Oltre cinquanta articoli – specificano gli avvocati di Cipriani e Minetti – pubblicati anche nelle edizioni online dalla testata Il Fatto Quotidiano, le trasmissioni È sempre Cartabianca andata in onda su Rete 4 il 28 aprile e Report, trasmessa il 3 maggio su Rai 3». Una querela è stata presentata nelle scorse settimane pure dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, tirato in ballo per la sua amicizia (smentita) con Cipriani e la sua presenza (mai dimostrata) nel resort. «Dare le notizia va benissimo – era stato il commento dell’imprenditore —, ma qui s’urla al vento per cose che non esistono. Si danno le notizie e poi, però, s’ammette che non sono confermate». E dunque, aggiungono i suoi legali, «la misura del danno è principalmente correlata al gravissimo pregiudizio arrecato al minore». «Noi abbiamo avuto delle notizie – la replica di Peter Gomez, direttore dell’edizione online del Fatto —, le abbiamo date con nome e cognome. E prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere: questo, senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso».