Il Messaggero, 3 giugno 2026
Piazza Affari: nuovo record, il listino supera 50.500 punti
L’euforia per l’intelligenza artificiale e la possibile schiarita nelle trattative per far finire la guerra in Medio Oriente spingono i listini europei e Piazza Affari tocca un nuovo massimo storico.
L’indice guida della borsa di Milano Ftse Mib ha continuato infatti ieri la sua corsa toccando in chiusura un nuovo record a 50.578 punti, in crescita dell’1,6% rispetto alla seduta precedente. Dall’inizio dell’anno il rialzo della piazza italiana è del 12% circa, mentre in 12 mesi la crescita è superiore al 25%. Positivi anche gli indici di Parigi (+0,8%), Francoforte (+0,5%) e Londra (+0,3%). Il Dow Jones ieri, dopo aver ritoccato nuovamente nel corso della seduta i massimi storici, è salito dello 0,5%, mentre l’indice Nasdaq dei titoli tecnologici è rimasto praticamente invariato.
I mercati restano in attesa di sviluppi dal fronte mediorientale, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di essere convinto di poter arrivare a un accordo di tregua con l’Iran «entro la prossima settimana». Ma a trainare i listini è ancora il settore tecnologico e soprattutto l’inarrestabile boom dell’intelligenza artificiale, nonostante i timori per le quotazioni arrivate a livelli che alcuni analisti giudicano insostenibili.
Ieri sul mercato americano si sono messe in evidenza le azioni del produttore di semiconduttori Marvell Technology, azienda specializzata nella progettazione di chip per l’intelligenza artificiale, le reti 5G e il settore auto. A far scattare il titolo sono state le parole di Jensen Huang, amministratore delegato del colosso dell’IA Nvidia, che ieri però dopo un avvio in crescita ha chiuso la giornata in negativo (-0,5%). Huang ha affermato che Marvell potrebbe diventare la prossima azienda da mille miliardi di dollari e le sue parole hanno fatto decollare i titoli della società (+32%). In rally dopo la pubblicazione di risultati trimestrali in forte crescita anche Hewlett Packard Enterprise (+19%), nata nel 2015 dalla scissione del ramo dei servizi per data center e grandi imprese del colosso dell’informatica Hp. I risultati del gruppo americano, che prevede nell’anno una ulteriore crescita, hanno beneficiato in particolare del fatto che il mercato acquista sempre di più i suoi server e prodotti di rete per alimentare applicazioni di intelligenza artificiale.
A Piazza Affari l’entusiasmo degli investitori per l’IA ieri ha fatto volare i titoli del gruppo italo-francese Stmicroelectronics che ha chiuso in progresso del 15% a 68,26 euro, ai massimi da oltre 25 anni, dopo aver rivisto al rialzo le stime sui data center «alla luce – come ha spiegato l’azienda di semiconduttori in una nota – di una domanda trainata dall’infrastruttura per l’intelligenza artificiale che continua ad essere forte». Un balzo che ha contribuito a spingere tutto il listino milanese.