Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 03 Mercoledì calendario

A rischio in Albania il paradiso per ricchi di Ivanka e Jared

“Sono cinque miglia di spiaggia, con la laguna da una parte e l’oceano (sic) dall’altra!”. Eppure era così felice Ivanka Trump, la figlia del presidente, nel video in cui vantava quel progetto “enorme”, “incredibile”, “al centro del Mediterraneo”, il resort di lusso su un’isola disabitata dell’Albania scoperta per caso dopo essersi tuffati dalla barca di amici. Un progetto a cui lei e suo marito Jared Kushner stanno lavorando, ma che ora è messo in discussione, si sarebbe detto una volta, dai soliti giudici comunisti.
Dopo le proteste di piazza di cittadini e ong ambientaliste – represse con violenza dagli addetti alla sicurezza del cantiere, a cui è stata poi tolta la licenza – anche la magistratura ha messo dunque nel mirino il megaprogetto, che include l’isola di Sazan e diverse centinaia di ettari a Zvernec, nell’area naturale protetta di Vjosa-Narta, una zona paludosa che ospita fenicotteri, foche e siti di nidificazione delle tartarughe marine.
I pm della Spak, l’ufficio speciale dell’anti-corruzione lanciato come autorità indipendente dalla politica nel 2019 con il sostegno di Ue e Usa, hanno confermato lunedì di aver aperto un’indagine sulle modifiche che nel 2024 hanno indebolito la legge per la protezione delle aree naturali per favorire lo sviluppo turistico.
Nell’agosto del 2024 Kushner ufficializzò i piani della sua società Affinity Partners e all’inizio di quest’anno ha visitato la zona con Ivanka. Il progetto ha il sostegno del primo ministro albanese Edi Rama – grande alleato anche di Giorgia Meloni, suo sponsor per l’ingresso di Tirana nell’Ue entro il 2030. Al sito Politico, Rama aveva recentemente confermato il dialogo con Kushner per il progetto, che dovrebbe includere 10mila stanze d’albergo.
Lunedì ha spiegato alla Camera che non è coinvolta una riserva naturale protetta, che la proposta finale deve essere presentata e lo studio ambientale non è completo. “Voglio fare dell’Albania un Paese che sia una destinazione invidiata nella regione, e questo progetto è parte dello sforzo”, ha aggiunto Rama. “La Commissione europea è in contatto con le autorità albanesi, ascolta la società civile e, se ci saranno motivi per intervenire, interverrà”, ha avvertito il presidente del Consiglio Ue António Costa: “Non si tratta solo di tradurre in albanese il diritto comunitario europeo, ma di implementarlo”.
Kushner, immobiliarista miliardario, agisce anche come inviato speciale dell’amministrazione Trump in negoziati di pace come quelli per Gaza, l’Iran e l’Ucraina, e il suo ruolo è molto criticato per i possibili conflitti d’interessi. C’è infatti il fondato timore che governi e regimi del mondo ottengano il sostegno di Trump in cambio di affari con il genero.
Una sovrapposizione che è stata particolarmente evidente a Gaza, con il piano di Kushner per la fantomatica Riviera, e a Belgrado, dove alla fine il genero del presidente ha dovuto rinunciare a costruire una Trump Tower dopo che, sullo sfondo di proteste popolari, i magistrati hanno ipotizzato dei reati nell’approvazione della legge che aveva dato il via libera alla trasformazione in albergo di lusso dell’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo, diventato un simbolo dopo essere stato bombardato dalla Nato nel 1999, durante la guerra del Kosovo. Una situazione molto simile a quella che si ripropone oggi poco più a sud, in Albania. I Balcani non si piegano. E c’è il rischio di una bella delusione per Ivanka. Eppure per lei non è “neppure un business, ma una sfida, il frutto della mia riflessione su come la gente vuole davvero vivere”.