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 2026  giugno 03 Mercoledì calendario

La cannabis è la sostanza che suscita minore preoccupazione tra gli adolescenti

Gli adolescenti percepiscono la cannabis come meno dannosa rispetto ad alcol, tabacco e sigarette elettroniche. Lo dimostra un recente studio condotto dai ricercatori della Herbert Wertheim School of Public Health and Human Longevity Science (UCSD). La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Drug and Alcohol Dependence, prende in esame i dati provenienti da due indagini scolastiche su scala statale in California (oltre 175.000 studenti in un arco temporale compreso tra il biennio 2019-2020 e il 2024).
Il gruppo di ricerca, coordinato dal professor Shu-Hong Zhu, rileva un modello comportamentale e cognitivo chiaro e, soprattutto, persistente nel tempo. Nel sondaggio del 2019-2020, quindi in epoca pre-pandemica, circa il 67% degli adolescenti considerava dannoso l’uso regolare di cannabis, a fronte del 78% per l’alcol, dell’85% per le sigarette elettroniche alla nicotina e del 93% per le sigarette tradizionali. I dati del sondaggio del 2024 mostrano un andamento simile: anche laddove si valuti il consumo occasionale – per il quale la soglia di allarme cala fisiologicamente per tutte le sostanze – la cannabis si conferma stabilmente come il prodotto che suscita minore preoccupazione tra i giovani.
L’indagine, inoltre, evidenzia come la percezione del pericolo non sia uniforme, ma vari in base ad alcuni fattori demografici ed esperienziali. A differenza di quanto avviene per l’alcol e il tabacco, i cui rischi percepiti rimangono costanti o aumentano con il progredire dell’età, la pericolosità attribuita alla cannabis diminuisce drasticamente con la crescita. 
Se gli studenti più giovani manifestano una maggiore cautela, i ragazzi giunti all’ultimo anno del ciclo scolastico superiore mostrano un atteggiamento marcatamente più permissivo.

A questo fattore anagrafico si aggiunge l’esperienza diretta: come prevedibile, i ragazzi che hanno già sperimentato una determinata sostanza tendono a sottostimarne gli effetti negativi. Questo scostamento tra utilizzatori e non utilizzatori risulta particolarmente accentuato proprio nel caso dei derivati della cannabis. Infine, anche il fattore sociale e il desiderio di integrazione si rivelano determinanti: gli adolescenti che hanno amici consumatori tendono a valutare la sostanza come innocua. Nonostante i dati epidemiologici degli ultimi anni indichino un calo generale nel consumo complessivo di cannabis tra gli adolescenti, i risultati di questo studio destano comunque preoccupazione tra gli esperti di salute pubblica. In letteratura scientifica è infatti ampiamente dimostrato che a una minore percezione del rischio corrisponde, sul lungo periodo, una maggiore probabilità di approccio alla sostanza. Il cervello degli adolescenti si trova in una fase cruciale di sviluppo neurologico e sinaptico: il consumo di cannabinoidi in questa finestra d’età può comportare alterazioni della cognizione, deficit della memoria e potenziali ripercussioni sulla salute mentale. 
Un altro studio, pubblicato sulla rivista Tobacco Control, rivela che i giovani che utilizzano le sigarette elettroniche hanno circa tre volte più probabilità di iniziare a fumare rispetto a coloro che non le usano. Presentano inoltre una probabilità significativamente maggiore di consumare marijuana, bere alcolici e praticare il binge drinking. Lo studio, inoltre, collega lo svapo tra i minori a un aumento del rischio di asma, tosse, infortuni e problemi di salute mentale. Non è chiaro, tuttavia, se lo svapo causi direttamente questi problemi, o se semplicemente i giovani che adottano comportamenti a rischio o che godono di cattiva salute siano più propensi a iniziare a svapare. Secondo l’European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD), realizzato in 37 paesi, lo scorso anno il 22% dei ragazzi tra i 15 e i 16 anni in Europa ha dichiarato di utilizzare regolarmente le sigarette elettroniche. Si tratta di un aumento netto rispetto al 14% registrato cinque anni prima. Per gli esperti, i legami tra lo svapo e altre problematiche sono sufficientemente evidenti da giustificare un intervento politico più incisivo, volto a impedire ai giovani di sviluppare una dipendenza dalle sigarette elettroniche. Gli autori di entrambi gli studi sottolineano pertanto la necessità di ridefinire le strategie di prevenzione e le campagne informative. I paradigmi educativi attuali, spesso focalizzati in modo generico sulle dipendenze o fortemente concentrati sui danni da fumo e alcol, rischiano di non essere pienamente efficaci se non tengono conto del mutato contesto culturale.
Nel tentativo di creare quella che le autorità del Regno Unito hanno definito una «generazione senza fumo», lo scorso aprile il Parlamento ha approvato il Tobacco and Vapes Bill. A partire dal 1° gennaio 2027, l’età legale per acquistare sigarette, sigari e tabacco, che attualmente è di 18 anni, sarà innalzata progressivamente di un anno, ogni anno: significa che chiunque sia nato dopo il 1° gennaio 2009 non potrà mai più acquistare legalmente tabacco nel Regno Unito. Inoltre, il divieto di fumo che attualmente è in vigore nei luoghi pubblici al chiuso sarà esteso anche ad alcuni spazi all’aperto: nei parchetti per i bambini, fuori dalle scuole e fuori dagli ospedali. Esistono altri Paesi che stanno lavorando nella stessa direzione. Nel 2024 le Maldive hanno introdotto un divieto nazionale sull’uso delle sigarette elettroniche e, un anno dopo, sono diventate il primo Paese ad adottare un divieto generazionale sulle sigarette, che non solo impedisce la vendita di tabacco a chiunque sia nato dopo il 2006, ma ne vieta anche il consumo. Negli Stati Uniti, la città di Brookline, nel Massachusetts, è stata la prima del Paese a introdurre un divieto generazionale sulla vendita di sigarette per chiunque sia nato dopo il 1999.