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 2026  giugno 03 Mercoledì calendario

Erri De Luca escluso da Salerno Letteratura per Gaza.

Dal nutrito programma di Salerno Letteratura, il festival culturale in programma dal 13 al 20 giugno, è stato cassato il nome di Erri De Luca. Doveva essere lui il protagonista della prolusione inaugurale dell’evento 2026. Ma dopo le sue contestate dichiarazioni sulla guerra scatenata da Israele in Palestina, gli organizzatori hanno preferito evitare che fosse lui la voce e il volto del taglio del nastro del festival.
Le parole contestate di Erri De Luca sono state pronunciate a Gerusalemme, dove lo scrittore si trovava per partecipare a un festival letterario, nel corso di una intervista. «So benissimo cosa sia un genocidio – aveva detto – applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale». Per poi aggiungere, sull’essere sionista in Italia o, generalmente, in Occidente: “Oggi sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria».
Le polemiche che si erano scatenate dopo le sue parole, avevano costretto Erri De Luca a un ulteriore chiarimento. Stavolta affidato al suo profilo social: «Oggi sionismo coincide con il governo della peggiore destra israeliana. Ho voluto recuperare il senso originale del termine. Sionista è chi riconosce lo Stato di Israele. Chi crede che la soluzione del conflitto consista in due Stati… Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese che naturalmente condivido. È accaduto e me ne dispiace».
Allo scrittore napoletano, in passato dirigente di Lotta Continua, che è stato vicino ai centri sociali e ai No Tav ma ora è osteggiato a sinistra per le sue parole sul sionismo, era stato offerto dalla direzione di Salerno Letteratura uno spazio alternativo nel festival. Ma l’autore ha preferito declinare, evitando così di essere presente alla manifestazione.
L’organizzazione della rassegna letteraria rigetta le accuse di censura. «Abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria per evitare strumentalizzazioni – ha detto al Mattino Gennaro Carillo, docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e uno dei due direttori artistici insieme a Paolo Di Paolo – la prolusione detta un po’ la linea al festival e implica una certa identità di vedute con chi te la commissiona, quantomeno rispetto alla più tragica delle evidenze: i morti civili di Gaza».