Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 03 Mercoledì calendario

I suoi legali di Sangiuliano: con Boccia fu tentato omicidio

Si aprirà con un colpo di scena, a ottobre, il processo che vede contrapposti l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, protagonisti del caso politico più chiacchierato dell’intera legislatura. Iniziato con l’accusa di lei contro l’esponente di FdI, con il quale rivelò di intrattenere una relazione privata e di aver ricevuto da lui la promessa, tradita, di un incarico di consulente del dicastero di cui era titolare. E culminato, dopo un batti e ribatti di accuse pubbliche, con una vistosa cicatrice sulla testa dell’ex ministro. Ebbene per quella ferita profonda, Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata dell’ex direttore del Tg2 che, nel frattempo, dopo le dimissioni per quei fatti era tornato in Rai come corrispondente da Parigi. Ma gli avvocati di Sangiuliano si apprestano a chiedere di configurare per lei un reato più grave: tentato omicidio.
Un’ipotesi che lascia sbalordita la difesa di Maria Rosaria Boccia: «Una follia». Dalle risultanze processuali, fa sapere il legale di lei, la configurazione di tentato omicidio «apparirebbe di manifesta inadeguatezza tecnica». A giustificare il salto di qualità nell’accusa, per i legali dell’ex ministro, c’è un punto: a causare quella ferita non furono le lunghe unghie smaltate dell’imprenditrice, come ipotizzano i pm. E tantomeno una caduta accidentale del giornalista alla quale Boccia ha sempre chiesto di attribuire quel taglio. Bensì un qualcosa di metallico. La nuova ipotesi allo studio degli avvocati di Sangiuliano, si basa sulla applicazione della nuova legge anti-molestie. Studiata per combattere i femminicidi, non prevede limitazioni di genere. Secondo questa interpretazione, potrebbe, dunque, essere applicata anche in favore di lui. L’avvocato Francesco Di Deco, difensore dell’imprenditrice, non ci sta. «Secondo i primi sanitari intervenuti nell’immediatezza, la lesione non presentava caratteristiche riconducibili a una ferita profonda. E le immagini diffuse già la mattina dopo lo mostravano privo di qualsiasi medicazione visibile» circostanza che mal si concilia, dice, «non solo con l’ipotesi di tentato omicidio» ma anche di una ferita «particolarmente allarmante». Per questo, dice all’Ansa, valuterà iniziative a tutela dell’onorabilità della Boccia, «qualora questa “follia” fosse reale».
Sangiuliano, a margine del programma Omnibus su La7, si schermisce: «È una vicenda della quale non voglio parlare. È stata molto dolorosa per me. Sto provando a guardare avanti». In effetti ha già voltato di nuovo pagina. In aspettativa dalla Rai, vive un’altra avventura politica, dopo le 10.000 preferenze raccolte nelle elezioni regionali della Campania. Vanta di essere capo dell’opposizione in Consiglio regionale e di aver ricevuto attestazioni di stima anche dal governatore Fico e dal sindaco di Napoli Manfredi. E si dice «certo di riuscire a collaborare con entrambi, nella diversità dei ruoli». Intanto scrive una storia della Francia e promuove il suo libro su Erdogan. La strategia difensiva la affida ai suoi legali. Ma, precisa: «Ho sempre avuto totale fiducia nella magistratura sarà la giustizia a decidere».