Corriere della Sera, 3 giugno 2026
Barak Ravid, il mago delle «soffiate» internazionali
Capita che i titoli dei giornali di mezzo mondo nascano da un semplice post di Barak Ravid. È successo anche questa volta, quando ha divulgato il contenuto della telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, o meglio della sfuriata telefonica, condita da turpiloqui, che il presidente americano ha fatto al premier d’Israele. Ed è successo altre volte. Per esempio quando ha rivelato che Netanyahu aveva avvertito Trump prima di bombardare il Qatar. O quando ha annunciato che Washington e Teheran erano «vicine» a un accordo a partire da un memorandum di una pagina. Ravid —che scrive su Axios, ma che, strategicamente, anticipa sempre il succo dei suoi scoop sul social X —è l’uomo delle soffiate, informazioni esclusive che arrivano off-the-record da fonti nei piani alti, prima di essere rese ufficiali (poi, c’è anche la possibilità che non lo diventino affatto): in America lo chiamano access journalism. Ravid sa sempre quando Trump chiama qualcuno, al punto che Zelensky, quando l’ha incontrato di persona, gli ha detto: «Ora so che faccia ha il tizio che sa sempre delle mie telefonate». Le sue indiscrezioni sono così influenti che alcuni l’hanno persino accusato di manipolare i mercati. E pensare che Ravid, israeliano classe 1980, vive in America solo da tre anni. Prima scriveva di diplomazia su Haarenz e teneva una newsletter per Axios. Ruoli di nicchia, ma prestigiosi, specie se uno si coltiva bene le fonti. Lo sbarco negli Usa, proprio a ridosso della congiuntura tra la guerra a Gaza e l’elezione di Trump, ha fatto il resto.