Corriere della Sera, 3 giugno 2026
Parata del 2 giugno, tutti gli assenti
A l la cerimonia ai Fori Imperiali, nella tribuna delle autorità, non si fa vedere Matteo Salvini. Era impegnato – riferiranno dal suo staff – «su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis, con l’obiettivo fra gli altri di evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno». Con una precisazione: «Salvini è stato presente solo nel 2019». La Lega era comunque rappresentata. Ma l’assenza del vicepremier del Carroccio, in una foto che restituiva il governo pressoché al completo in tribuna, fa discutere. Sullo sfondo le distanze tra le forze di maggioranza sul riarmo.
Se il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si dice dispiaciuto per «tutti gli assenti», è l’altro vicepremier, Antonio Tajani a puntare il dito contro gli avversari: «Non so perché Salvini fosse assente, domandatelo a lui. Ma non ho visto nemmeno Elly Schlein o Giuseppe Conte». In effetti il volto del Pd, alla parata, era quello di Stefano Graziano, capogruppo in commissione Difesa. Mancava Chiara Braga, capogruppo della Camera, e pure Francesco Boccia, capogruppo in Senato di solito sempre presente alla cerimonia: ieri era impegnato nella premiazione di una scolaresca in Senato. La segretaria Schlein della quale lamentava l’assenza Tajani, invece non era proprio nella lista degli invitati: il cerimoniale prevede che i posti in tribuna siano riservati a presidenti e vicepresidenti delle Camere, capigruppo, presidenti di commissione e componenti della commissione Difesa. Non ai leader di partito. Un’«esclusione» che non riguarda Conte: in qualità di ex presidente del Consiglio era invitato ma, riferiscono dalla segreteria, ha declinato. «Non è casuale fossero assenti i due filoputiniani, Conte e Salvini», punge Osvaldo Napoli. La delegazione del M5S, tuttavia, era nutrita: c’erano il vice di Conte Michele Gubitosa, il questore Filippo Scerra, e altri 7 parlamentari. L’unica forza politica di opposizione che ha inviato le due capigruppo, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi, è stata Italia viva. Per Azione delegati due deputati: Antonio D’Alessio e Fabrizio Benzoni. Assente +Europa. E tra i sindaci – pur invitato – non si è visto il primo cittadino di Milano, Beppe Sala.
Nessuno nemmeno per Avs, sempre piuttosto fredda nei confronti della parata. Ma Ilaria Salis, europarlamentare, ieri ha deciso di esplicitare il sentimento con una proposta choc: «In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre bisognerebbe abolire la parata militare del 2 Giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile e democratico». Insorgono in molti. La premier Giorgia Meloni: «Reputo queste dichiarazioni non solo vergognose, ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia. Disprezzare tutto questo da ruoli istituzionali significa non aver capito nulla della nostra storia, della Repubblica e del dovere che si ha verso di essa». Attacca anche Donzelli: rimarcata la «gratitudine per le divise» stigmatizza l’assenza di «Conte, Schlein, Boldrini, Fratoianni e Bonelli». Il co-leader verde di Avs ha gioco facile nel replicare: «Io non ho ricevuto alcun invito».