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 2026  giugno 02 Martedì calendario

Magyar pronto a modificare la Costituzione per cacciare gli uomini di Orbàn

Appena eletto, il premier Peter Magyar aveva invitato il presidente della Repubblica e le alte cariche delle principali corti ungheresi a dimettersi entro il 31 maggio. La sua promessa di ripristinare lo stato di diritto e un sistema democratico e pluralistico dopo sedici anni di tirannia di Viktor Orbán non poteva che cominciare dalla giustizia: l’autocrate aveva riempito le corti di fedelissimi. Ma Magyar aveva anche spinto il capo dello Stato, l’orbaniano Tamas Sulyok, a sgomberare la scrivania: “pupazzo” lo aveva definito a più riprese.
Ieri, alla scadenza dell’ultimatum, Sulyok si è palesato su X per far sapere di non avere alcuna intenzione di dimettersi. L’uomo di Orbán ha dichiarato di voler proteggere “la dignità del mio ufficio” e di voler restare fedele al dettato costituzionale: in teoria il suo mandato durerebbe fino a marzo del 2029. Magyar lo accusa di aver tollerato la distruzione dello stato di diritto perpetrata dall’ex autocrate magiaro. E il braccio di ferro rischia di provocare una crisi istituzionale.
Il neo premier, infatti, non ha perso tempo: stamane ha minacciato di cambiare la costituzione per costringere il presidente della Repubblica al passo indietro. “Questo processo impiegherà circa un mese, stiamo cercando di adottare la legislazione necessaria il più rapidamente possibile, e, sì, discuteremo come rimuovere tutti i pupazzi”. Magyar ha anche intenzione di restituire l’indipendenza ai giudici, come ha dichiarato anche in un’intervista a Repubblica.
La reazione dell’ex portavoce di Orbán e deputato di Fidesz, Balasz Orban alla minaccia di detronizzare Sulyok è stata immediata: “Inquietante”, ha commentato su X. “Un capo di Stato non dovrebbe essere rimosso soltanto per disaccordi politici”. Un copione noto: nel 2024 anche i sovranisti polacchi del Pis accusarono il premier polacco Donald Tusk di “autoritarismo”, quando il primo ministro cominciò a smantellare poco dopo le elezioni un sistema radiotelevisivo pubblico che era stato stra-dominato per otto anni dai sovranisti.
Peter Magyar è reduce, peraltro, da un’incontro a Bruxelles con Ursula von der Leyen, cui ha promesso le riforme per ristabilire l’autonomia della giustizia e combattere la corruzione in cambio dello sblocco dei fondi europei congelati durante l’era Orbán.