repubblica.it, 2 giugno 2026
Xenia Fedorova, la propagandista russa volto di Bolloré
Il caso Xenia Fedorova diventa un nuovo fronte nello scontro francese sull’influenza russa nei media e sulla galassia Bolloré. L’ex direttrice di Rt France, il canale russo vietato nell’Ue dopo l’invasione dell’Ucraina, è oggi una presenza fissa sui principali media di Bolloré, come CNews, Europe 1, JDNews, Canal+. Per il governo francese è una «propagandista» del Cremlino. Per i vertici di tv e giornali che la ospitano la sua presenza rientra invece nella libertà d’espressione e nel pluralismo.
Ad accendere la polemica è stata un’inchiesta di Le Monde, che ha definito Fedorova «la più influente propagandista del Cremlino in Francia» e l’ha presentata come una protetta di Vincent Bolloré. Il magnate bretone è già al centro di diverse polemiche nel mondo dell’editoria e del cinema. Ora è preso di mira dal governo per i suoi media. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha apertamente criticato la giornalista russa e le testate che le danno spazio. «Ognuno è libero della propria linea editoriale, ma aprirle studi televisivi e colonne dei giornali significa semplicemente servire la minestra a Vladimir Putin».
Le Monde ha anche rivelato che nel 2024 Fedorova aveva ottenuto il rinnovo del suo permesso di soggiorno per dieci anni. Barrot ha risposto spiegando che lo stato di diritto si applica anche a personaggi come Fedorova. «È anche ciò che fa la differenza tra la Francia, l’Ue e la Russia. In democrazia si possono proferire menzogne senza essere mandati in un gulag o in una colonia penale».
La difesa più netta è arrivata dai vertici del gruppo Canal+. Durante l’assemblea generale, il presidente del consiglio di gestione Maxime Saada è stato interrogato da un azionista sulla presenza di Fedorova a CNews. «È ancora un segnale della volontà di alcuni di chiudere CNews. Tutti gli attacchi vengono usati e questo è l’ultimo in ordine di tempo», ha commentato Saada. «Per noi è interessante avere punti di vista diversi sull’attualità, anche punti di vista che non sono necessariamente quelli che si sentono sulle altre reti», ha aggiunto. «Può scioccare, ci siamo abituati, perché su CNews si dicono cose che altrove non si dicono. Continueremo a farlo, nel rispetto della legge e del pluralismo».
Fedorova interviene regolarmente su temi di attualità invitata da CNews e dalla radio Europe 1, firma una rubrica nel settimanale sul giornale JDNews e conduce il programma religioso «Lumières orthodoxes». La giornalista è stata difesa anche da Arnaud Lagardère, alla guida di Lagardère Radio, che controlla Europe 1, e da Gérald-Brice Viret, direttore generale di Canal+ France. In un editoriale pubblicato dal Journal du dimanche, titolo nell’orbita Bolloré, i due dirigenti hanno sostenuto che Fedorova «contribuisce da quasi dieci anni alla diversità del paesaggio audiovisivo francese» e «porta sul conflitto russo-ucraino uno sguardo che non si sente altrove». All’opposto la portavoce del governo, Maud Bregeon, accusa la giornalista di «invertire completamente l’onere della prova» sulle responsabilità della guerra tra Russia e Ucraina. «Non è una commentatrice, è un’agente russa e lo è dall’inizio dell’offensiva russa del 2022», ha commentato Raphaël Glucksmann. Il leader di Place Publique che si prepara a una candidatura alle presidenziali, chiede ai media di «togliere il microfono» a Fedorova, definita come un’«agente» della propaganda russa.