Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 02 Martedì calendario

Il nostro ritratto in 20 anni di ricerche Google

La mattina di Capodanno il primo pensiero è trovare un rimedio rapido ai postumi della sbornia, nel corso di gennaio mostriamo una curiosa fissazione per le zuppe e in estate ci preoccupiamo della pelle grassa. Ogni mattina vogliamo sapere se farà bel tempo, all’ora di pranzo ci interroghiamo su come far bollire un uovo e a volte – più spesso di quanto si scommetterebbe – ci ritroviamo a domandarci quale dinosauro aveva 500 denti. È il mondo sorprendente delle nostre ricerche online, un patrimonio immenso che Simon Rogers, data editor di Google, ha racchiuso nel saggio Chiedilo a Google, un “memoir” sugli ultimi vent’anni di statistiche e dati della piattaforma.
Se gli alieni potessero leggere le nostre ricerche, cosa capirebbero di noi?
«La prima: spesso ci sentiamo soli, ma non lo siamo. È probabile che ogni cosa che chiediamo online venga cercata contemporaneamente da migliaia di altre persone nel mondo. Seconda: vogliamo davvero aiutare il prossimo, le search di questo tipo non sono mai state così alte. E la terza: non sappiamo fare nulla. Non a caso domandiamo “come annodare una cravatta” o “come disegnare un cane”».
Uno spaccato di umanità piuttosto buffo.
«È comune che la gente cerchi: “Posso avere un panda come animale domestico?”. E no, chiaramente non si può. Mi divertono anche le ricerche sul cibo: in Francia il più cercato è la pizza, ma in Italia è la cucina italiana».
Le intramontabili?

«Il meteo è una linea piatta. Per questo è un ottimo metro di paragone per capire quanto un altro tema diventi significativo: a settembre del 2021, per esempio, la serie coreana Squid Game lo ha superato in tutto il mondo».

Ma una delle più frequenti resta “Che ore sono”. Come se lo spiega?
«Penso che le persone si siano abituate a chiederlo a voce a un dispositivo domestico. Ma spesso la domanda viene associata a un luogo: “Che ore sono adesso a Parigi?”. A volte prende delle derive strane. “Come si legge l’ora da ubriachi?” è molto frequente, specialmente a Londra».
Il tempo sembra una costante.
«Quando torna l’ora legale la gente si chiede “Perché sono così stanco?”. C’è un ritmo nel modo in cui interroghiamo il motore di ricerca: vogliamo sapere cose simili in base al giorno, ora per ora, persino nello stesso minuto. Verso le 2 del mattino si registra un picco di “bambino” e “sonno”, col passare delle ore si passa a yoga o brunch, mentre la notte le domande diventano gradualmente più esistenzialiste: “Cosa sto facendo?” è una di queste. Come se non avessimo tutto sotto controllo».
E durante l’anno?
«A gennaio prevalgono “palestra” o “come saldare i debiti”. Maggio è il mese dell’influenza, mentre in autunno le persone desiderano cose accoglienti: vestiti comodi, zuppe calde. In inverno torna in voga “cuffing season”: quel periodo dell’anno in cui i single cercano una relazione per superare i mesi freddi in compagnia».
Possibile che siamo tutti così simili?
«Nei sogni emergono differenze nette: alcune cose hanno senso solo in una certa lingua. I russi cercano “cosa significa sognare di raccogliere funghi”, cosa che non accade da nessun’altra parte. I portoghesi l’aglio, gli arabi i cammelli, gli inglesi le volpi»
La maggior parte delle domande sono pratiche. Siamo così dipendenti dalle ricerche online da aver dimenticato come svolgere attività basilari?

«Negli Stati Uniti “come riparare una porta” è più cercato della media globale, in Italia invece si chiede aiuto per la lavatrice o le lampadine
. Non credo che le persone abbiano sempre saputo come fare queste cose, solo che ora possono avere istruzioni in fretta».
E senza vergogna.
«I social sono artificiosi, ma sui motori di ricerca possiamo essere autentici. Alcuni quesiti sono teneri: “come capire se piaci a una ragazza” o “dovrei scriverle?”».
Non esiste una vera risposta, però.
«Forse pensiamo che tutti sappiano cosa fare, tranne noi. Anche la domanda “dovrei avere figli?” è molto frequente e non ha certamente una risposta univoca, cerchiamo solo conforto. C’è da dire che adesso negli Stati Uniti è stata surclassata da: “Dovrei prendere un cane?”».
Uno specchio della nostra società.
«Negli ultimi anni “prendersi cura dei genitori” è cresciuto più di “prendersi cura dei figli”. Molte persone della mia età appartengono a questa generazione «sandwich» ed è interessante ritrovare questo cambiamento nei dati. Nel 2004 le domande sul matrimonio egualitario erano principalmente “contro le nozze gay”, ma dieci anni dopo sono diventate neutre. Ogni anno poi compaiono nuovi slang, acronimi mai sentiti prima: il 15% delle domande rivolte a Google ogni giorno è totalmente nuovo».
Lei spiega che funzionano anche da anticipatori.
«Alcune cose le cerchiamo molto prima di farle: acquistare casa, partire per un viaggio. Google Trends viene utilizzato per fare previsioni economiche a breve termine».
L’IA generativa, però, sta ridefinendo le abitudini di ricerca. Google sarà soppiantato?
«Non credo sia il momento. Abbiamo 20 anni di dati e solo uno basato sull’IA. Sicuramente i chatbot stanno cambiando il modo in cui facciamo domande: niente parole chiave, ma query tre volte più lunghe. E le domande di approfondimento crescono del 40 per cento al mese».
I grandi assenti del suo libro sono la politica, la guerra, la cronaca nera.
«Penso che i dati siano più ottimistici di quanto ci aspetteremmo. Le ricerche negative esistono: cito ad esempio il picco di ricerche per “zaini antiproiettile” nel 2012, anno della sparatoria alla scuola elementare americana di Sandy Hook. Ma più di frequente vogliamo sapere “come fare la cosa giusta”, “come aiutare gli altri”, “come essere una persona migliore”. Non siamo terribili come crediamo».
Ranking di domande nel mondo
1 Qual è il mio indirizzo IP?
2 Che cosa guardare in TV
3 Che ora è?
4 Come fare il nodo alla cravatta?
5 Dove mi trovo?
6 Che cos’è l’amore?
7 Come si bacia?
8 Come si disegna?
9 Come fare uno screenshot su Mac?
10 Quanti giorni mancano a Natale?