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 2026  giugno 02 Martedì calendario

Maine, la rivolta delle aragoste spinge il democratico Platner

Graham Platner, il seducente e sedicente pescatore di ostriche, candidato democratico che a novembre contenderà alla repubblicana Susan Collins il seggio senatoriale del Maine, in poche settimane è diventato, per la sinistra, tre cose diverse. Dapprima la speranza di un partito a corto di personalità carismatiche. Poi un motivo di imbarazzo quando sono emerse, a raffica, brutte storie sul suo conto: un simbolo nazista tatuato sul petto nel 2007 e cancellato quando ha deciso di candidarsi, affermazioni insultanti verso gli afroamericani, una sottovalutazione della gravità degli stupri. Mentre il pescatore di umili origini che lavora duro per sbarcare il lunario si è rivelato, in realtà, il figlio di una ricca famiglia che sovvenziona in vari modi un mestiere esercitato saltuariamente e con scarso successo.
Terzo atto. Ora che a tutto questo si è aggiunto un mezzo scandalo a sfondo sessuale (sabato il New York Times e il Wall Street Journal hanno scritto che Graham, benché sposato con Amy Gartner, ha scambiato messaggi sessualmente espliciti online con almeno sei donne) Platner si è trasformato in un termometro: dall’esito del suo caso si capirà se lo sconvolgimento delle regole etiche in politica causato da Donald Trump è un fenomeno ascrivibile solo al presidente repubblicano o se la tolleranza degli elettori per gli scandali si sta diffondendo anche nell’elettorato progressista.
Nella prima fase il Platner «ruspante», ripreso dalla sua campagna mentre stende reti sui pescherecci, una carriera intrapresa dopo otto anni vissuti tra i marines con tre periodi di distaccamento in unità combattenti in Iraq, ha sbaragliato nei sondaggi la concorrenza degli altri candidati democratici del Maine: davanti a questa improvvisa popolarità anche la più accreditata per la conquista del seggio senatoriale, la governatrice Janet Mills, ha ritirato la sua candidatura.
Quando la stampa, soprattutto quella progressista, ha fatto il suo mestiere analizzando il personaggio e scoprendo retroscena poco edificanti, l’imbarazzo è stato grande, ma ormai il dado era tratto e il seggio del Maine è essenziale per i democratici se vogliono riconquistare la maggioranza al Senato. Essenziale e sempre più contendibile: l’impennata dei prezzi, dovuta a dazi e aumenti del prezzo del carburante, sta mettendo in difficoltà i pescatori (di aragoste e non solo) e agricoltori sempre più arrabbiati con il presidente Trump.
Platner si è scusato per le affermazioni da lui fatte in un passato remoto: le ha definite «indifendibili» e le ha attribuite all’impatto della guerra sul suo sistema nervoso. Sindromi e periodi di depressione che hanno colpito molti veterani. Alla fine anche Chuck Schumer, decano e capo dei senatori democratici, sostenitore della Mills, gli ha dato il suo appoggio, nonostante Platner auspichi un totale rinnovo dei vertici del partito.
Trump, capace di essere eletto per due volte nonostante l’emergere di scandali che avrebbero affondato chiunque, pareva fino a ieri un’eccezione nel panorama politico americano. Forse parzialmente ripetibile nell’ultradestra, ma non nella sinistra del «politicamente corretto». Dopo le rivelazioni sul passato di Platner, però, un sondaggio dell’Università del New Hampshire gli ha attribuito ben nove punti di vantaggio sulla Collins, la senatrice repubblicana.
Quando è emerso il nuovo scandalo sessuale, la moglie di Platner è scesa in campo per difendere il marito «traditore» attaccando la stampa che fruga nel privato in cerca di scandali. E, mentre qualche parlamentare democratico ha invitato il partito ad evitare derive etiche trumpiane, due personaggi dalle solide credenziali progressiste, Morris Katz, stratega e consigliere del sindaco di New York, Mamdani, e Saikat Chakrabarti, ex braccio destro di Alexandria Ocasio-Cortez, hanno attaccato i politici democratici dubbiosi, accusati di lavorare per la repubblicana Collins, ma anche la stampa e chi dà loro informazioni: «Operatori incompetenti e opportunisti che violano la privacy, tradiscono la fiducia e antepongono la vendetta alla decenza».