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 2026  giugno 02 Martedì calendario

La Casa Bianca inaugura il sito Aliens. Dedicato agli immigrati

In italiano come in inglese, l’alieno (o «alien») è l’extraterrestre, una creatura che abita in un altro pianeta. Ma in entrambe le lingue, complice l’etimologia latina, ha anche un altro significato. «Diverso, estraneo», in italiano, come riporta la Treccani. «Proveniente da un altro Paese, da un’altra etnia o da un altro gruppo», in inglese, secondo il Cambridge Dictionary. «Clandestini che hanno invaso il nostro Paese con il favore delle tenebre», è invece il significato che dà il governo americano sul sito aliens.gov, registrato a marzo e lasciato vuoto fino a ora.
La creazione del dominio aveva stuzzicato la curiosità di molti, soprattutto fra gli appassionati di misteri spaziali. La stessa Casa Bianca ha voluto giocare su questo equivoco – o meglio, in linguistica si chiama polisemia – in un sito che dal punto di vista grafico sembra parlare proprio di cosmo e di vita extraterrestre. D’altronde, da settimane, lo stesso Donald Trump promette maggiore trasparenza nel pubblicare file su avvistamenti di Uap (Unidentified aerial phenomena, fenomeni aerei non identificati). Il lancio di aliens.gov arriva al momento giusto. Ma parla di tutt’altro. Cioè della battaglia di questa amministrazione contro l’immigrazione clandestina. Una lotta portata avanti tramite la Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia federale che si occupa di immigrazione e che è stata al centro di numerose polemiche.
«Camminano fra di noi», si apre così la pagina web. Una scritta verde – il colore degli alieni e della fantascienza – svetta su un cielo pieno di stelle. «Vivono nei nostri quartieri e interagiscono con noi nella nostra vita quotidiana»: suona come un film anni Sessanta sugli extraterrestri e invece si parla di persone.
«La verità non è più là fuori», recita uno slogan sul sito, a imitazione di una celebre frase che arriva dalla famosa serie tv X-Files. «È proprio qui. Proprio ora». A cui segue un presunto contatore in diretta degli arresti da quando è cominciata la seconda presidenza Trump e una mappa interattiva che segna dove sono avvenuti. «Non allarmatevi se avete assistito a un rapimento alieno», si legge, insistendo su espressioni volutamente equivoche come appunto «alien abduction», che indica, in maniera opposta, la credenza (di circoli ufologici) che in passato gli extraterrestri abbiano rapito esseri umani. «È in buone mani. Ci occuperemo noi di lui…». E non manca il pulsante per invitare i cittadini americani a «segnalare un avvistamento» all’Ice. Spicca in rosso fuoco, perché non passi inosservato.
Se la registrazione del dominio è arrivata in sordina, sui social il lancio ufficiale del sito è stato fatto in pompa magna, fra un video dove un migrante viene catturato da un Ufo e portato al di là del muro con il Messico e un altro dove invece compare una schermata simile a quella di Space Invaders, il celebre videogioco del 1978, ma dove la navicella del giocatore spara manette contro gli alieni, in questo caso figure umane vestite con la classica uniforme a righe dei carcerati.
La Casa Bianca gioca sul filo del rasoio del copyright: oggi è l’azienda videoludica Square Enix a detenere i diritti di Space Invaders. Ma non è l’unico uso problematico di materiale protetto da diritto d’autore. Come ha evidenziato Wired in un’analisi del codice informatico alla base della pagina, in teoria ad accogliere i visitatori del sito doveva esserci la nota musica di X-Files. A oggi, però, la maggior parte dei browser ha disattivato la riproduzione automatica degli audio. E i diritti sulla colonna sonora della serie tv, all’epoca detenuti da Disney Music Group, oggi appartengono a Universal Music Group.