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 2026  maggio 30 Sabato calendario

Così in Amazzonia continuano le estrazioni illegali di oro

Dopo il boom dell’estrazione clandestina di oro nelle terre indigene del Brasile durante la presidenza di Jair Bolsonaro, Luiz Inácio Lula aveva promesso il “pugno di ferro” contro i minatori illegali. Conosciuti nel Paese come “garimpeiros”, con le loro attività predatorie contribuiscono alla devastazione ambientale di intere aree protette e mettono a repentaglio la salute delle popolazioni locali. Eppure, nonostante le vaste operazioni anti-criminalità del governo di sinistra in carica dal 2023, viene ancora estratto illegalmente oro per miliardi di dollari nei territori della foresta amazzonica. Lo dimostra, come riporta l’agenzia di stampa Reuters, uno studio di Greenpeace. Secondo l’Ong che si batte per la tutela dell’ambiente, sono numerosi i cercatori del metallo prezioso che utilizzano escamotage per tentare di aggirare le regole governative. E di evitare i sequestri, che comunque nel 2025 hanno raggiunto livelli record, con la polizia brasiliana che ha requisito 447 chili (985 libbre) di oro estratto illegalmente. Uno stratagemma criminale specifico riguarda i «permessi fantasma», definiti così nell’approfondimento della Reuters. Parliamo di autorizzazioni richieste dai garimpeiros per l’estrazione aurifera in zone in cui l’attività sarebbe lecita, con lo scopo di giustificare il commercio di oro che in realtà proviene da miniere illegali, localizzate in territori indigeni o aree protette. Il permesso viene dunque usato per coprire la vera origine dell’oro “sporco”: un’operazione di maquillage per riuscire a venderlo come se derivasse da un lavoro pulito.
Greenpeace ha rilevato che, su 187 aree forestali su cui sono state rilasciate autorizzazioni pubbliche per l’estrazione aurifera, in 98 non c’è alcun segno di attività mineraria. Proprio perché, secondo i ricercatori, parte dell’oro poi venduto arriva comunque da aree protette. I giornalisti della Reuters riferiscono di aver sorvolato due delle zone in cui l’estrazione è consentita, teoricamente molto produttive in base alla documentazione a cui hanno avuto accesso. E confermano di non aver assistito a lavoro minerario in corso, mentre raccontano di aver visto operazioni illegali a sei minuti di distanza, in un’area protetta. Tramite i «permessi fantasma», come si legge nel report, è stata giustificata la vendita di 26,8 tonnellate di oro per un valore stimato di 3,88 miliardi di dollari tra il 2018 e marzo di quest’anno.
«Finché sarà possibile riciclare l’oro utilizzando i permessi minerari, ci sarà un’espansione dell’attività in Amazzonia», sostiene Danicley Aguiar, portavoce della sezione brasiliana di Greenpeace. L’Ong ad aprile 2025 aveva pubblicato un rapporto in cui già si denunciava come le estrazioni illegali in Brasile stessero continuando, nonostante gli sforzi dell’esecutivo di Lula in netta controtendenza con il governo precedente. «Dal 2023, il governo attuale ha intensificato la sicurezza e il monitoraggio nelle aree più critiche, ma le attività minerarie illegali su scala industriale continuano ad adattarsi e diffondersi nella foresta», spiegava Greenpeace Italia. «L’estrazione illegale dell’oro è una delle principali cause della perdita di biodiversità e di tensioni sociali in Brasile e colpisce in modo particolare le comunità indigene e altri gruppi vulnerabili».