Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 31 Domenica calendario

Roma, scoperto maxi-deposito di scarpe false Hermès

Dalle vetrine romane in cui erano esposti modelli fotocopia dei più famosi brand della moda fino ad un magazzino di Guidonia Montecelio, in zona Setteville, dove gli investigatori della Guardia di Finanza del comando provinciale hanno trovato un “tesoro” del falso: 10.400 paia di sandali e ciabattine finto Hermès. Così l’intervento dei baschi verdi del gruppo Pronto Impiego Roma ha consentito di smantellare una filiera della contraffazione attiva dalla Capitale alla provincia, individuando un centro di stoccaggio della merce destinata alla vendita. Le indagini hanno preso avvio nel quartiere dell’Esquilino: durante un’ispezione all’interno di un esercizio commerciale i finanzieri hanno individuato calzature esposte e messe in vendita con marchi risultati contraffatti. Bastavano 20 o 30 euro per sfoggiare riproduzioni di calzature estive riconducibili a firme dell’alta moda internazionale.
Dopo il sequestro della merce rinvenuta nel punto vendita, è partita l’indagine finalizzata a ricostruire la catena di approvvigionamento dei prodotti. Attraverso l’analisi degli elementi raccolti e il monitoraggio dei flussi logistici, è stato possibile risalire lungo la filiera commerciale fino a individuare il magazzino a Guidonia Montecelio, che probabilmente riforniva anche altri negozi.
La successiva perquisizione del deposito ha permesso di rinvenire e sequestrare complessivamente 10.488 paia di scarpe fotocopia di quelle della celebre maison francese Hermès, i cui periti sono stati chiamati per la necessaria “expertise” che ha confermato la contraffazione. Un quantitativo particolarmente rilevante quello posto sotto sigilli che, secondo le stime degli investigatori, se immesso sul mercato attraverso la rete di distribuzione al dettaglio, avrebbe generato ricavi illeciti per circa 50mila euro. Ben più consistente il danno economico potenziale per la casa di moda titolare dei diritti di proprietà industriale. Il valore dei prodotti originali corrispondenti alla merce sequestrata è stato infatti stimato in oltre otto milioni di euro, cifra che evidenzia la portata del fenomeno e le ripercussioni che il mercato del falso può avere sulle aziende, sui consumatori e sulla concorrenza. Al termine delle attività, il legale rappresentante della società riconducibile sia al negozio sia al deposito all’ingrosso, un cinquantenne di nazionalità cinese, è stato denunciato alla procura della Repubblica. Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, oltre alla ricettazione.