il Fatto Quotidiano, 1 giugno 2026
Aeroporti. I Benetton comprano pure quello di Catania
Benetton alle grandi manovre sugli aeroporti. È scattata la procedura di privatizzazione di almeno il 51% della Sac, la società dell’aeroporto di Catania controllata dalla Camera di commercio locale (60,64%). La famiglia trevigiana è pronta a depositare una manifestazione d’interesse attraverso Aeroporti di Roma, entro il termine del 3 giugno. Catania è il quinto scalo nazionale, con 12,37 milioni di passeggeri nel 2025, 111 milioni di euro di valore della produzione consolidata e un utile netto in calo da 12,7 a 8,28 milioni, la posizione finanziaria netta è positiva per 41,5 milioni.
AdR è il pretendente favorito a Sac, il gruppo guidato da Marco Troncone però è concentrato soprattutto su un’altra operazione strategica quanto controversa, ottenere il via libera del governo alla costruzione della quarta pista di Fiumicino. Secondo AdR l’opera è necessaria per il raddoppio del traffico dai 51,3 milioni di passeggeri del 2025 a 100 milioni entro il 2050. La commissione tecnica Via-Vas del ministero dell’Ambiente nel 2019 aveva bocciato il piano di raddoppio dello scalo. La società dei Benetton è tornata alla carica con un nuovo progetto che definisce a “minor consumo di suolo”, appoggiato dall’Enac, ma la quarta pista si mangerebbe 151 ettari della Riserva naturale di Fiumicino. AdR dice che una parte verrebbero compensati con altri terreni. Il Comitato FuoriPista obietta che c’è il trucco, “le compensazioni sono fittizie”, sia per la “qualità inferiore” dei terreni in compensazione, sia per la quantità.
Il piano dei Benetton è al vaglio del ministero dell’Ambiente. Ha creato confusione il nuovo Piano nazionale aeroporti presentato il 12 maggio dal ministro Matteo Salvini. Il documento dice che “l’assetto ottimale per il Lazio è quello delineato dal Pna 2012, che prevedeva (…) un terzo aeroporto che si aggiunge ai due scali romani”. Secondo il documento “sarebbe opportuno attuare nei prossimi anni per Roma Fiumicino l’incremento delle capacità operative e l’ottimizzazione dell’aeroporto”. Nel documento non si parla di quarta pista. Eppure secondo Salvini “questo vuol dire investire sull’adeguamento di Fiumicino per la quarta pista per intercettare nuovi percorsi”. Chissà se andrà a finire come per il Ponte sullo Stretto di Messina, del quale ormai parla solo Salvini.