corriere.it, 1 giugno 2026
Agnelli, la cassaforte di famiglia vale 9,8 miliardi
Benedetto buyback. Il bilancio 2025 della Giovanni Agnelli bv (GA), approvato il 20 maggio, potrebbe riassumersi così: sempre sia lodato il riacquisto di azioni varato nel marzo 2025 da Exor. A scorrere i numeri della cassaforte olandese della famiglia Elkann-Agnelli, che John Elkann controlla con il 41%, si capisce quanto quell’operazione sia stata decisiva, per azzerare il debito e per determinare il notevole rafforzamento patrimoniale. E da una transazione interna si risale al valore attuale dello «scrigno» dell’impero.
Il balzo del patrimonio netto
Il patrimonio netto è salito a 1,2 miliardi contro i 757 milioni del 2024, debiti a lungo termine pressoché azzerati (158 milioni nel precedente esercizio) e a breve altrettanto (erano 420 milioni). Non c’è il conto economico nello striminzito documento depositato il 27 maggio ad Amsterdam (il giorno stesso in cui l’ex accomandita Agnelli ha ricevuto i 55 milioni di dividendo deliberati da Exor) ma d’altra parte la società familiare di uno dei più grandi gruppi industriali e finanziari europei è classificata come “piccola” azienda. E sfrutta i vantaggi normativi e le esenzioni informative di tale status.
Gli incassi da oltre mezzo miliardo
La controllata (54,9%) Exor è la holding di partecipazioni in Ferrari, Philips, Stellantis, Cnh, Lingotto, Juventus ecc. Vivendo sostanzialmente dei frutti che arrivano da Exor si può però calcolare che la “piccola” GA l’anno scorso abbia messo insieme ben oltre mezzo miliardo tra plusvalenze e introiti da partecipazioni. Nell’offerta di riacquisto da un miliardo lanciata da Exor, GA aveva infatti aderito con azioni per 570 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di 490 milioni. E poi, si legge nelle carte, ha venduto ulteriori titoli per 40 milioni con plusvalenza di 34 milioni. Il che fa capire quanto margine ci sia tra prezzo di carico e quello di realizzo. Infine lo scorso anno aveva incassato dividendi da Exor per 60 milioni, 5 in più di quest’anno.
Il valore della cassaforte
Interessante quello che è successo dopo la chiusura del bilancio, e quindi in questa prima parte del 2026. La cassaforte dei vari rami familiari discendenti da Giovanni Agnelli ha comprato un pacchetto di 10.800 azioni proprie, pari allo 0,3% del capitale. Non si sa esattamente quando, né chi della dinastia abbia ceduto e se in una o più tranche. Ma l’importo complessivo dell’operazione indicato in bilancio (29,429 milioni) ci permette di stabilire che ad ogni azione è stato attribuito un valore di 2.725 euro. Quindi assumendo che il prezzo pagato nel buyback rappresenti il fair value dell’intera società, al 100% della cassaforte è stato dato un valore di 9,83 miliardi.
Lo statuto e il calcolo
Numeri in linea con una transazione di due anni fa tra John Elkann compratore e Andrea Agnelli parziale venditore (10 miliardi). Ma lontani dagli 8,2 miliardi indicati da un informatissimo articolo del Sole 24 Ore dello scorso marzo. Comunque sia lo statuto della GA prevede che per calcolare il valore dell’azione GA si debba tenere conto del valore medio del titolo Exor nel mese precedente la data di rilevazione ufficiale, al netto del debito e delle azioni proprie.
In Borsa ai minimi
Oggi il debito è azzerato, le azioni proprie sono oltre il 10% mentre Exor in un anno in Borsa ha perso circa il 20%, è sui minimi degli ultimi 4 anni, l’azione vale 67 euro (contro i 90 al momento del buy back) e la capitalizzazione è di 14 miliardi. Ga, ricordiamo, ha il 55% di Exor ma l’84% dei diritti di voto.
I conti di John
Se la Giovanni Agnelli vale 9,83 miliardi come si deduce dalla transazione riportata in bilancio, quanto vale la quota della Dicembre e, in definitiva, la partecipazione del leader del gruppo, John Elkann? La Dicembre, tra l’altro al centro delle mire di Margherita Agnelli, la madre degli Elkann, nella guerra per l’eredità, ha come unica partecipazione il 41% della GA: vale 4 miliardi. John Elkann oltre a immobili propri e svariate attività economiche e finanziarie in Italia e, soprattutto, all’estero, possiede il 60% della Dicembre (20% ciascuno Lapo e Ginevra Elkann) che è il suo asset patrimoniale principale e che dunque vale 2,41 miliardi. Quest’anno se il dividendo proveniente da Exor verrà interamente pagato, come è probabile, a John, secondo la legge delle holding comunicanti, andranno 13,5 milioni. Questo dice, molto implicitamente, il bilancio minimo della cassaforte Giovanni Agnelli bv, “piccola” società olandese che con il buy back di Exor ha sistemato i conti per i prossimi anni.