Corriere della Sera, 1 giugno 2026
Nuovi colpi ucraini in Russia e Zelensky invita Kushner e Witkoff
«Desideravamo molto firmare il primo accordo sui droni con Washington, che è il nostro primo partner strategico, (…) ma non abbiamo ancora siglato un documento di ampio respiro. (…). Abbiamo però accordi sui droni con alcuni Paesi del Medio Oriente e alcuni Paesi europei. E ne stiamo preparando uno importante con l’Ue». Lo ha detto ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al programma «Face the Nation» della Cbs, mentre i droni si confermavano i protagonisti del conflitto.
Gli ucraini ieri hanno colpito un deposito di carburante nella regione di Rostov, una raffineria a Saratov, un impianto che pompa greggio in un oleodotto a Kirov (a 1.200 km dal confine) e l’accampamento che ospita la 64esima brigata motorizzata, responsabile del massacro di civili a Bucha avvenuto nel 2022. Mosca, che sabato aveva accusato Kiev di aver colpito di proposito la centrale nucleare di Zaporizhzhia, ieri ha sostenuto che droni ucraini avrebbero colpito di nuovo nei dintorni. «È una bugia ridicola», ha replicato il Centro ucraino per il contrasto alla disinformazione: «Non ha senso pensare che siamo stati noi ad attaccare la nostra centrale, che i russi occupano dal 2022».
Ieri il Cremlino, per bocca del consigliere economico Kirill Dmitriev, ha reagito all’indiscrezione di Bloomberg, secondo cui l’Ue sta valutando di sospendere l’adeguamento automatico del price cap sul petrolio di Mosca, dicendo che «l’Europa ha bisogno della Russia per sopravvivere». In realtà, la scelta di congelare l’adeguamento avrebbe l’obiettivo di evitare che, a causa dell’aumento globale del prezzo del greggio, un meccanismo nato per sanzionare lo «zar» finisca invece per premiarlo. Ma la Russia ha anche lanciato sciami di droni sull’Ucraina che dice di averne intercettati 212 su 229. Zelensky ha detto di aspettarsi presto un bombardamento particolarmente intenso.
Il presidente ucraino, sempre alla Cbs, ha confermato di aver scritto a Trump per sollecitare un aiuto per rinforzare la contraerea: «Ho inviato una lettera alla Casa Bianca e al Congresso e spero che capiscano e rispondano». E, dopo aver detto di essere pronto a incontrare Vladimir Putin quando anche lui si sentirà pronto, ha mosso un appunto ai negoziatori americani (pur riconoscendo che ora sono «distratti» dal Medio Oriente): «Abbiamo bisogno di vedere Jared Kushner e Steve Witkoff in Ucraina. Non sono mai stati qui, ma sono stati diverse volte a Mosca. Stavolta, se vogliono andare a Mosca, dovrebbero venire a Kiev e poi andare a Mosca. Credo sia importante».