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 2026  maggio 31 Domenica calendario

Guantanamo, storico incontro tra generali americani e cubani

È la seconda istantanea di portata storica e viene postata poco dopo la mezzanotte in Italia, le 6 di pomeriggio a Cuba. Il generale americano del Commando Sud Francis Donovan, posa accanto a Roberto Legrá Sotolongo, comandante in capo dell’esercito rivoluzionario cubano e altri due militari castristi. L’incontro è avvenuto per un «per un breve scambio di opinioni su questioni di sicurezza operativa», ha dichiarato il Comando. Ma è tutt’altro che usuale e arriva in un momento delicato.
Nelle ultime due settimane c’è stata un’escalation tra Stati Uniti e Cuba. È iniziata con un’altra immagine storica: l’atterraggio a l’Avana del capo della Cia John Ratcliffe per un incontro con il capo dell’intelligence locale. In seguito, trapelerà che ha fatto pressioni sul regime per ottenere riforme immediate e un passo indietro dei vertici. Pena l’intervento militare. Così come il vertice tra le intelligence, anche l’incontro di ieri rimane avvolto dal mistero. I comunicati ufficiali sono scarni. «I generali hanno affrontato argomenti quali «la sicurezza del personale militare e delle loro famiglie e la prontezza operativa, insieme agli ufficiali della base di Guantanamo Bay». L’Avana ha confermato il meeting: «Entrambe le delegazioni hanno considerato l’incontro positivo, durante il quale sono state affrontate le questioni relative alla sicurezza lungo il perimetro di separazione dell’enclave militare». Resta il fatto che l’incontro è avvenuto a una settimana esatta dallo schieramento della portaerei americana Nimitz nel Mar dei Caraibi. Un’intimidazione arrivata a una manciata di ore dall’incriminazione in un tribunale della Florida del 94enne Raúl Castro, ex presidente rivoluzionario, considerato ancora il grande tessitore del destino dell’isola.
Ciò che è certo, è che Washington sta esercitando un’enorme pressione su Cuba per ottenere un cambio di regime. Pressione iniziata con il bloqueo totale del petrolio e che potrebbe culminare con un intervento militare contro l’isola: «I piani sono pronti manca solo l’ok di Trump», scriveva ancora una volta questa settimana Politico.

Secondo un approfondimento del Financial Times le opzioni sul tavolo sarebbero: il sequestro dell’anziano Raúl Castro (che rischia però di essere impopolare); un attacco contro le forze armate cubane per ottenere un cambio di regime; continuare la pressione psicologica e materiale per forzare la svolta. In generale gli analisti sono d’accordo su quest’ultima opzione, e interpretano dunque il dispiegamento militare come arma psicologica.
È certo che si continua a trattare dietro le quinte. Lo conferma l’incontro tra militari di ieri. Ma anche un’altra notizia data da Afp: l’incontro tra Raúl Guillermo Castro, nipote dell’anziano leader, e l’imprenditore statunitense e candidato repubblicano al Congresso Vic Mellor. Mellor ha dichiarato di aver discusso per diverse ore con Rodríguez Castro delle prospettive economiche dell’isola e delle opportunità di cooperazione con imprese statunitensi.