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 2026  maggio 31 Domenica calendario

Trump senza freni su Truth: 50 messaggi + immagini in 9 ore

L’accordo con l’Iran può attendere, ci sono cose più urgenti nell’agenda estiva di Donald Trump: per esempio promuovere il vecchio sogno di vedere scolpito il proprio ciuffo nel granito del Monte Rushmore, in Sud Dakota, accanto a quattro presidenti «giganti» della storia degli Stati Uniti, i cosiddetti padri fondatori: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. 
Progetto già bocciato per Kennedy e Reagan 
Un’idea minimalista alta 18 metri e mezzo che Trump aveva già manifestato durante il primo mandato alla Casa Bianca. E ancora nel giugno scorso, quando addirittura qualche parlamentare repubblicano aveva lanciato una proposta di legge in tal senso da lui caldeggiata. 
Pazienza se i vincoli paesaggistici e storici rendono impossibile un simile progetto, bocciato in passato per analoghe richieste riguardanti Kennedy e Reagan. The Donald torna alla carica, complice l’intelligenza artificiale che produce effetti assai più realistici dei meme realizzati l’anno scorso.  
A cavallo con George Washington
L’ego del presidente, complici forse le défaillances in politica estera e interna, è in piena ebollizione: ieri ha pubblicato sul suo social Truth una raffica di oltre 50 post in nove ore. 
Quella del Monte Rushmore (ore 17 e 37) in fondo non è tra le sparate più originali. Prima il tycoon aveva messo online un’immagine generata con l’AI che lo raffigurava a cavallo accanto a George Washington davanti alla Casa Bianca, con un razzo spaziale e un’auto da corsa sullo sfondo, e un’altra con canotta e calzoncini dei New York Knicks (che sono in finale Nba)  mentre schiaccia a canestro in faccia alla governatrice dello Stato Kathy Hochul. 
Un minuto prima della storia sul Monte Rushmore, ecco l’immagine di un bombardiere B2 con la scritta «Trump energy 2026». Un minuto dopo (17 e 38) c’è lui che bacia la bandiera. Il tutto condito da attacchi a manetta contro, indovinate chi? Joe Biden.  
«Io meglio di Elvis Presley»
Quisquilie, per uno che si è già mostrato nei panni di Gesù e del Papa. Sono le parole del presidente a destare forse l’impressione maggiore. Sulla serie di concertoni per i 250 anni dell’Unione, che dovrebbero partire a fine giugno, The Donald ha preso di petto gli artisti che hanno dato forfait. «Gente strapagata che nessuno vuole sentire». 
Che fare? «Cancellate il concerto e sostituitelo con un evento Make America Great Again». Star della serata Maga? Lui stesso: «Sono l’attrazione numero uno nel mondo, l’uomo che attira folle molto più grandi di quelle che applaudivano Elvis nel suo momento migliore».  
«Intelligenza estrema»
Non poteva mancare l’esaltazione del cervello presidenziale: Trump ha annunciato che i test cognitivi «di elevata difficoltà» a cui si è sottoposto al Walter Reed Medical Center hanno dato risultati «estremamente buoni».
The Donald dice di aver ottenuto un perfetto 30 su 30, segno inequivocabile di «intelligenza estrema». E ha rilanciato la proposta di rendere obbligatori test cognitivi per tutti i futuri candidati alla presidenza e alla vicepresidenza. Se esistesse un test di megalomania, sarebbe forse più indicato.