corriere.it, 31 maggio 2026
Cagliari, sospetto caso di Ebola
Un caso sospetto di Ebola a Cagliari. Un cittadino italiano di origine congolese, rientrato pochi giorni fa dal Congo, è stato ricoverato nel reparto malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità. Intorno alla sua abitazione, la via Manno, centralissima, è stato steso un cordone sanitario: isolati alcuni edifici, la strada chiusa al traffico e transennata mentre medici e infermieri delle ambulanze specializzate del 118 lo hanno prelevato dalla sua abitazione.
Alcuni passanti, immediatamente allontanati, allontanati e hanno riferito che l’intervento dei sanitari, con tute protettive bianche e maschere, si è protratto per più di mezz’ora. Non sono state fornite le generalità della persona ricoverata, si sa soltanto che era rientrato il mese scorso per andare a trovare la famiglia in Congo – che con l’Uganda è il paese africano dove più è diffusa l’epidemia – ed è ritornato a Cagliari pochi giorni con un volo che ha fatto scalo in un aeroporto della Penisola.
I primi sintomi li ha percepiti la scorsa settimana (febbre, cefalea, nausee) ma probabilmente ha ritenuto di avere contratto una banale influenza. Nelle ultime ore avrebbe lamentato anche difficoltà respiratorie. L’allarme all’ospedale Santissima Trinità è stato dato da un medico. Subito dopo il ricovero sono stati effettuati i primi prelievi di sangue e sierologici per eseguire i test molecolari e antigenici e assunte le informazioni sui contatti avuti dopo il suo arrivo a Cagliari dall’uomo di origine congolese sospettato di aver contratto il virus, per attivare immediatamente le misure di prevenzione, protezione e profilassi previste dai protocolli.
Subito dopo il ricovero è stata avviata anche una linea di comunicazione con l’ospedale Spallanzani di Roma che, secondo le direttive del ministero della Sanità, dovrà prendere in carico il sangue prelevato, che è già stato avviato con procedura d’urgenza su un aereo, e procedere all’identificazione del virus (e in particolare di quale dei tre ceppi diffusi attualmente in Africa si tratta) o dare un responso di negatività, come è avvenuto nei giorni scorsi per la dottoressa volontaria di Medici Senza Frontiere, rientrata in Italia da un paese centro africano, con gli stessi sintomi riscontrati nell’uomo ricoverata a Cagliari.