Corriere della Sera, 31 maggio 2026
Gli ultrà rovinano la festa a Parigi: più di 140 arresti
Festa rovinata a Parigi dopo gli scontri avvenuti al termine della finale di Champions. Sono stati più di 140 gli arresti nella capitale e più di 300 in tutto il Paese. I disordini sono scoppiati nei pressi dello stadio del Parco dei Principi, dove veniva trasmessa la partita sui maxischermi davanti a una folla di decina di migliaia di persone. E poi sono deflagrati in tutta Parigi e nel resto della Francia. La tangenziale è stata invasa, saccheggiati i negozi tra cui un panificio e un ristorante vicino a Porte de Saint-Cloud. Feriti anche agenti di polizia, uno travolto da un veicolo. Contro le forze dell’ordine sono stati lanciati fuochi d’artificio che ha risposto con gas lacrimogeni. Con 22 mila agenti di polizia e gendarmi mobilitati, di cui 8 mila per Parigi e dintorni, le forze dell’ordine avevano pianificato un dispiegamento di sicurezza eccezionale. Un camion è stato dato alle fiamme sugli Champs-Élysées. Alcuni ultras erano mascherati. Immediate le reazioni delle forze politiche. «Solo in Francia la vittoria di una squadra di calcio scatena disordini», ha scritto Marine Le Pen su X. «Solo in Francia tutti si sentono obbligati a chiudersi in casa la sera di una vittoria per evitare di scontrarsi con la violenza», ha aggiunto. Da sinistra la deputata di Lfi Clémence Guette ha chiesto al ministro dell’Interno di «non rovinare di nuovo la festa» in un messaggio pubblicato su X. «Lasciate che i parigini e gli abitanti dell’Île-de-France si godano stasera il loro orgoglio e la loro gioia. Nessuna repressione violenta: il disastro dell’anno scorso non deve ripetersi”, ha scritto.
Un anno fa stessa storia: 5.400 agenti di polizia e gendarmi furono dispiegati a Parigi. Gli arresti furono 563 (491 a Parigi), i fermi 307.
Infine l’allarme di Jordan Bardella presidente del Rassemblement National: «In Francia la violenza e il vandalismo sono in aumento. Le bande criminali attaccano la proprietà pubblica, le attività commerciali e le forze dell’ordine».