Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 31 Domenica calendario

Sabotaggio alla ferrovia durante il blocco al Brennero

Disagi al traffico inesistenti, con camionisti e automobilisti che hanno spostato le partenze in previsione delle proteste sul versante austriaco del Brennero. Ma circolazione ferroviaria pesantemente rallentata per le conseguenze di un rogo doloso che ha distrutto due centraline elettriche nel tratto fra Peri e Dolcè, tra Verona e Trento. Un vandalismo che ha provocato l’ interruzione del passaggio dei treni verso Bolzano, con ritardi e cancellazioni. Sul caso indaga la Digos che segue una pista precisa: l’ombra dell’ambientalismo radicale o delle frange anarco-insurrezionaliste. Il rogo sarebbe infatti stato appiccato a pochissime ore dal via della mobilitazione in Austria, andando quindi a colpire il solo collegamento alternativo, e rimasto attivo, a quello stradale. Quanto alle proteste degli ambientalisti, 3.000 radunati nel borgo austriaco di Matrei am Brenner per chiedere una diminuzione del traffico auto, non hanno creato particolari disagi. Autostrada del Brennero e Statale 12 sono rimaste libere dal traffico. Anche le deviazioni alternative lungo Val Pusteria e Val Venosta hanno retto l’urto, registrando solo lievi rallentamenti. Il blocco sul lato austriaco dell’autostrada ha preso il via ieri alle 13, i manifestanti – con questi striscioni: «Ue, transito e profitto distruggono la nostra salute» – hanno occupato le carreggiate precedentemente fatte chiudere dalla polizia. Un sindaco del posto, Karl Mühlsteiger, ha detto: «Il traffico di transito, in costante aumento, causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così». Poi ha mostrato dei dati: il valico ha raggiunto i 14,4 milioni di passaggi di veicoli all’anno. «È troppo, gli ingorghi sono quotidiani. Chi vive qui respira tonnellate di smog e se servirà protesteremo ancora».