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 2026  maggio 30 Sabato calendario

Da Orlando a Durigon. Se il politico scende in campo per governare lo sport

E adesso arriva Claudio Durigon, nume tutelare della Lega nel basso Lazio e comunque uno dei più potenti salviniani del centro Italia, già sindacalista e sottosegretario nel primo governo Conte (versione gialloverde), oggi in forza con lo stesso ruolo al ministero del Lavoro: diverse indiscrezioni che arrivano dal settore, a cui ha dato voce il sito volleyball.it ripreso ieri dal Fatto Quotidiano, lo danno vicinissimo alla presidenza della Serie A della pallavolo nostrana. È la stessa esperienza fatta dalla collega del Pd Paola De Micheli dal 2016 al 2019, quando concluse il suo mandato dimettendosi a seguito della nomina a ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Conte II (versione giallorossa). L’attesa di Durigon sotto rete, che potrebbe trasformarsi in una schiacchiata, rinverdisce i fasti di un’epoca – a dire il vero mai finita del tutto – in cui sport e politica, nelle leghe e nelle federazioni, si abbracciavano fino a diventare indistinguibili, praticamente una cosa sola.
C’è chi è arrivato alla politica dallo sport e poi ha finito per coltivare, si fa per dire, entrambe le passioni. Paolo Barelli, presidente della Federnuoto e fino a qualche settimana fa capogruppo di Forza Italia alla Camera, è arrivato nel mondo berlusconiano praticamente a bracciate. C’era alle Olimpiadi di Monaco ’72, staffettista della 4x100 stile libero, e ai mondiali del 1975 a Cali, da dov’era tornato con una medaglia di bronzo; e c’era vent’anni dopo nel 1994 tra i primi candidati della Seconda Repubblica (con il Patto Segni, non eletto), per poi trovare Forza Italia dal 2001, quasi sempre premiato dalle urne con un posto in Parlamento. I mandati da presidente della Federnuoto sono sette, quelli da parlamentare cinque.
È transitato dalla politica il dominus indiscusso a livello mondiale degli sport su rotelle, Sabatino Aracu, ininterrottamente in Parlamento dal 2001 al 2013, e presidente della Federazione italiana sport rotellistici dal 1993 ai giorni nostri: quando prese la tolda di comando dei nostrani sport su rotelle, Bill Clinton non si era ancora affacciato alla Casa Bianca. Decisamente più recente, anche per ragioni anagrafiche, il legame tra Chiara Appendino del Movimento 5Stelle e il tennis: si deve alla sua consiliatura da sindaca di Torino la storica scelta dell’Atp di disputare all’ombra della Mole le Final che chiudono la stagione. E si deve a questa impresa la sua elezione alla vicepresidenza della Federtennis, a seguito di un exploit (oltre mille voti, record di quella tornata) nella selezione dei componenti del consiglio federale dell’anno 2020.
Indimenticabile, nella prima Repubblica, il legame che un pezzo di classe dirigente di Democrazia cristiana e Partito socialista aveva stretto col mondo dello sport. Il mago delle preferenze dello Scudo Crociato a Bari, Antonio Matarrese, è stato deputato per cinque legislature, presidente della Lega calcio, presidente della Fgci, vicepresidente della Fifa, poi daccapo vicepresidente vicario della Lega calcio e poi ancora presidente della stessa, con un passaggio anche alla guida dell’Unire (Unione nazionale incremento razze equine). Sergio D’Antoni, già segretario generale della Cisl, plurieletto in Parlamento a volte col centrodestra e altre col centrosinistra, ha legato il suo nome al pallone da pallacanestro e anche a quello da calcio: dirigente della Virtus Roma, è stato presidente della Lega basket di Serie A e anche del Palermo calcio all’inizio del nuovo millennio. E contemporaneamente.
Decisamente meno noto al grande pubblico l’impegno nell’ambito dell’American football italiano di un grande nome della politica italiano a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica: Leoluca Orlando. È presidente della federazione italiana ininterrottamente dalla sua fondazione, nel 2002, e l’hanno appena riconfermato per un altro mandato. Era stato eletto sindaco di Palermo prima; è stato eletto sindaco di Palermo dopo, tra le altre cose. Dal Palazzo delle Aquile si va e si viene. Una palla ovale, invece, può essere come un diamante: per sempre.