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 2026  maggio 30 Sabato calendario

Panetta, governatore di Bankitalia: «Spingere sull’IA»

«La tecnologia sarà il terreno decisivo» della sfida che l’Europa e l’Italia devono vincere per non restare schiacciati nella morsa tra Stati Uniti e Cina. Questo il filo conduttore delle «Considerazioni generali» del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Un discorso che guarda al futuro con ottimismo, nonostante tutto. L’intelligenza artificiale è il motore della rivoluzione in atto, «l’intervento pubblico deve accompagnare questa trasformazione». Non senza rinunciare a una gestione prudente del bilancio. Anzi. «Imboccando con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il peso del debito pubblico, si liberano risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo». Il «criterio ultimo del successo», conclude Panetta «sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani». Giovani e intelligenza artificiale al centro, dunque. Ma vediamo più nel dettaglio.
Nel 2025 il Pil mondiale è cresciuto del 3,4%. Dopo il blocco dello Stretto di Hormuz «le prospettive economiche si sono fortemente deteriorate», la crescita globale scenderà al 3,1% e l’inflazione salirà al 4,4%. I dazi voluti da Trump non hanno ridotto il disavanzo degli Stati Uniti e «il 90% dell’onere è ricaduto su consumatori e imprese americani» mentre «la Cina ha rafforzato la propria presenza commerciale». Ridurre questi squilibri «è essenziale per la stabilità mondiale».
L’intelligenza artificiale è concentrata in poche mani. «Cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacità di calcolo mondiale», ma la Cina «sta rapidamente riducendo il divario, mentre l’Europa rimane in ritardo». La transizione «non sarà priva di costi» e «i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate». Serve «investire nella formazione».
In Europa le prospettive di crescita per il 2026 scendono allo 0,9% mentre l’inflazione sale al 2,6%, e fino al 6% negli scenari peggiori. Per ora la Bce non ha aumentato i tassi, ma se i prezzi dovessero salire ancora, la stretta non è da escludere. «Una spirale tra prezzi e salari va prevenuta», ammonisce il governatore. Anche le istituzioni europee devono fare la loro parte. Di nuovo, l’intelligenza artificiale, dove l’Europa non solo si muove con «lentezza», ma non riesce a trasformare il suo «risparmio abbondante» in investimenti «a maggior valore aggiunto». Servirebbero «un mercato dei capitali integrato» e «un titolo sovrano europeo».
Dal 2019 l’economia italiana è cresciuta di oltre il 6%: un risultato in linea con la media dell’area euro e superiore su base pro capite. Merito di investimenti, soprattutto pubblici (Pnrr) ed esportazioni. Bene l’occupazione e la «gestione prudente delle finanze pubbliche». Ma ora le prospettive stanno peggiorando. Le difficoltà del commercio internazionale pesano sul made in Italy e «la perdita di potere d’acquisto» sui consumi. «Negli scenari più sfavorevoli» l’attività economica «potrebbe ristagnare o contrarsi». L’Ai, insiste Panetta, «può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività», ma dipenderà dal grado di diffusione nelle imprese – e in Italia ce ne sono troppe troppo piccole – e dal capitale umano, ancora poco istruito. Il 30% delle aziende usa l’Ai, ma solo il 5% «ne fa un uso intensivo». Urge recuperare. La produttività potrebbe aumentare «di oltre un punto in caso di diffusione rapida e pervasiva». «L’intervento pubblico può essere decisivo»: lo Stato può «agire da committente primario». Ma bisogna anche fermare la fuga dei giovani all’estero: più di 100 mila tra il 2020 e il 2024.
C’è un circolo vizioso che va rimosso, spiega il governatore: «Un sistema produttivo poco innovativo genera una domanda insufficiente di lavoro qualificato e riduce gli incentivi a investire in istruzione; la carenza di competenze rende a sua volta difficile adottare nuove tecnologie». Anche sull’energia, problema internazionale, Panetta preferisce concentrarsi su cosa può fare l’Italia: efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili, potenziamento delle reti. I sostegni a famiglie e imprese «possono esser necessari nelle fasi critiche», ma «vanno affiancati da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica». Bene, infine, la solidità del sistema bancario: «L’elevata dotazione patrimoniale del sistema apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere». Aumentano però i rischi informatici e cibernetici.