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 2026  maggio 30 Sabato calendario

Trump, annunci e (nuovi) rinvii. Ma l’Iran: «L’accordo non c’è»

La giornata che avrebbe dovuto portare al via libera di Donald Trump all’accordo con l’Iran si è chiusa senza un verdetto. Dopo oltre due ore di riunione nella Situation Room con i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale, ieri sera il presidente non aveva ancora chiarito se avrebbe dato il via libera al memorandum negoziato nelle ultime settimane per consolidare il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo il New York Times, che cita fonti dell’amministrazione, Washington ritiene di essere vicina a un’intesa ma restano ancora alcuni nodi da sciogliere. L’assenza di una decisione conferma le difficoltà di una trattativa che Washington e Teheran continuano a descrivere in modo diverso. Trump parla di accordo vicino, l’Iran continua a negare che esista già un’intesa definitiva.
Poco prima di riunirsi con i suoi consiglieri, Trump aveva dato l’impressione che l’accordo fosse ormai a un passo. In un messaggio su Truth Social aveva infatti annunciato che le unità americane impegnate nel controllo dello Stretto di Hormuz potevano «avviare la procedura per fare ritorno a casa», evocando la fine del blocco marittimo imposto durante il conflitto. Una prospettiva che resta però subordinata al rispetto delle condizioni indicate dalla Casa Bianca: la riapertura dello Stretto senza pedaggi né restrizioni alla navigazione, la rimozione delle mine e l’impegno dell’Iran a non sviluppare mai un’arma nucleare.
Teheran, però, ha reagito con freddezza. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha affermato che «nessun accordo finale è stato raggiunto», mentre l’agenzia Fars, vicina ai pasdaran, ha definito le ricostruzioni americane «un misto di verità e menzogne». Anche il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf ha ribadito che la Repubblica islamica «non si fida delle parole ma dei fatti».
Secondo le indiscrezioni, il memorandum prevederebbe una proroga di 60 giorni della tregua durante i quali riprendere i negoziati sul programma nucleare iraniano. Restano, però, aperte le questioni più controverse: il destino delle scorte di uranio arricchito, l’allentamento delle sanzioni e l’accesso ai 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in Qatar.
A conferma dell’importanza della dimensione economica il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che eventuali alleggerimenti delle misure adottate contro Teheran avverranno in modo graduale e ha annunciato il sequestro da parte degli Stati Uniti di un miliardo di dollari in asset digitali iraniani.
Sul terreno, intanto, la tensione non si è allentata. In serata l’agenzia Tasnim ha riferito che le forze iraniane hanno abbattuto un presunto «micro-drone israelo-americano» nei pressi dell’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz. Notizia non verificabile in modo indipendente.
A Teheran le autorità stanno preparando i funerali di Stato di Ali Khamenei, ucciso nei raid che a fine febbraio diedero inizio alla guerra. Le esequie, rinviate per mesi, dovrebbero svolgersi nelle prossime settimane e segnare la prima grande manifestazione pubblica dell’era di Mojtaba Khamenei.