Corriere della Sera, 30 maggio 2026
Il coro politico (quasi) unanime: provocazione di Mosca
Roberto Vannacci spara la sua: «E se il drone fosse ucraino per dar la colpa ai russi? Accendete il cervello». Il generale oggi leader di Futuro Nazionale va contro tutte le correnti nell’analisi del drone russo che l’altra notte ha colpito la città di Galati, in Romania: «Che interesse avrebbe oggi la Russia a colpire un Paese della Nato? E invece oggi l’Ucraina avrebbe interesse a farlo proprio nel momento in cui si parla del suo ingresso nell’Ue».
Nessun altro la pensa come lui. Tantomeno il governo. La Lega però è molto più cauta dei colleghi di coalizione, non censura il gesto della Russia e per commentare l’episodio si affida a una nota ecumenica: «Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare con convinzione e determinazione per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti».
Da tutti gli altri, poi, arriva una condanna questa volta unanime, da Guido Crosetto a Elly Schlein. Dice il ministro della Difesa: «Esprimo la più ferma condanna per il drone russo che ha colpito un edificio residenziale nella città di Galati. Di fronte a queste minacce la coesione della Nato resta incrollabile: la sicurezza di un membro dell’Alleanza e dell’Unione europea è la sicurezza di tutti noi». Rilancia la segretaria del Pd: «Esprimiamo la più ferma condanna per lo sconfinamento in territorio del drone russo nel territorio europeo e l’inaccettabile violazione dello spazio aereo europeo da parte della Russia. La comunità europea faccia ogni sforzo per fermare questa escalation, per un immediato cessate il fuoco». Anche Giuseppe Conte è netto: «Condanniamo fermamente lo sconfinamento del drone russo». Ma il leader del M5s non si ferma alla Romania: «Mi permetto di ricordare che nelle stesse ore l’esercito israeliano ha sparato su un aereo civile scambiandolo per un drone che sorvola la Cisgiordania».
Quello che arriva dalla voce di Carlo Calenda è un monito. «Noi dobbiamo essere forti per dissuadere i russi, altrimenti il rischio della guerra sarà molto più vicino», dice il leader di Azione. Che però aggiunge: «Sono mesi che ripeto che c’è un rischio che la Russia attacchi deliberatamente o meno un Paese europeo per dimostrare che non esistono più la Nato e l’Unione europea».
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, considera l’incursione del drone russo «una provocazione pericolosa, un inaccettabile tentativo di alzare il livello della tensione, ma l’unico effetto che avrà sarà compattare ancora di più l’Europa nel sostegno all’Ucraina».
Dello stesso avviso Ivan Scalfarotto, Iv: «La risposta al drone russo non può che essere l’unità assoluta della Nato. Da questo punto di vista i distinguo, gli scontri e le divisioni interne al governo sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, che stanno caratterizzando il dibattito italiano, appaiono ancora più grotteschi».