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 2026  maggio 30 Sabato calendario

Romania, drone russo sui civili. L’Ue condanna, Nato in allerta

Un drone ha squarciato la notte di Galati precipitando su un condominio. Un boato, poi le fiamme e questa anonima cittadina romena affacciata sul Danubio, a un passo dall’Ucraina, si è scoperta vulnerabile, al centro delle crescenti tensioni tra Europa e Mosca, con Putin che chiede di poter esaminare i detriti per condurre un’«indagine indipendente».
Non è certo la prima volta che un drone sconfina in territorio romeno – almeno 25 i casi dall’inizio del 2022, di cui sette solo quest’anno —, ma non era mai accaduto che facesse dei feriti: il fatto inedito è che abbia colpito un palazzo. Con l’impatto, un appartamento al decimo piano ha preso fuoco e una donna e un ragazzo di 14 anni sono stati ricoverati con ustioni per fortuna non gravi. Non era neanche mai successo che Bucarest reagisse con una ritorsione contro Mosca: all’ambasciatore russo è stata già annunciata la chiusura del consolato di Costanza, capoluogo di questa regione affacciata sul Mar Nero.
Questa dura reazione diplomatica e la presenza del capo di Stato Nicusor Dan, volato ieri sul posto, non sono bastate a placare lo sconcerto e la rabbia degli abitanti. Il presidente europeista – che si è insediato poco più di un anno fa, dopo aver sconfitto al ballottaggio il leader sovranista George Simion – è stato accolto da fischi e incalzato dalla domanda delle domande: «Perché non è stato possibile intercettare e abbattere quel velivolo senza pilota prima che facesse danni?». La Romania «è impegnata in un processo che sta cercando di accelerare il più possibile», ha risposto Dan, spiegando che il Paese rafforzerà le proprie capacità di difesa aerea soprattutto attraverso il programma Safe dell’Ue. «I contratti vengono firmati in questi giorni e le consegne avverranno entro uno o due anni». Nel frattempo, ha fatto sapere il presidente, la Nato provvederà al più presto a rifornirci: «Nella telefonata con il segretario generale dell’Alleanza ho insistito per accelerare le consegne, Rutte è stato assolutamente d’accordo sul fatto che queste attrezzature debbano arrivare il prima possibile in Romania». Il punto per Bucarest è riuscire a dotarsi di droni con capacità anti-drone, visto che il ricorso ai missili in questi casi rischia di provocare danni anche maggiori. «Non c’è modo di lanciare un missile contro un drone del genere sopra zone residenziali» ha spiegato l’ex capo di stato maggiore dell’esercito Stefan Danila.
Nessun dubbio per Bucarest sull’origine del drone: a colpire è stato un Geran-2 di fabbricazione russa, una derivazione diretta dei micidiali Shahed-136 iraniani, usati anche in Ucraina. «Faceva parte di uno sciame di 43 lanciati dalla Russia» ha riferito il presidente.
Più ambigua la replica di Mosca. La prima a intervenire è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha definito «prive di fondamento le voci di un coinvolgimento russo». Questo mentre l’ex presidente Dmitri Medvedev minacciava sui social gli europei: «Sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni» ha tuonato l’oggi vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo.
Qualche ora dopo, Putin mette in dubbio la provenienza del drone, insinuando che potrebbe essere addirittura ucraino. «Che ci mandino i resti e condurremo un’indagine obiettiva», ha detto.
Per tutta la giornata si sono susseguite reazioni internazionali compatte nel condannare Mosca. A iniziare da Bruxelles: «La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite», ha detto Ursula von der Leyen. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha assicurato: «Continueremo a rafforzare la nostra prontezza operativa per scoraggiare e difenderci da qualsiasi minaccia, compresi i droni. Il comportamento sconsiderato della Russia rappresenta un pericolo per tutti noi». Solidarietà dall’ambasciatore Usa presso la Nato Matthew Whitaker: «Siamo al fianco del nostro alleato» ha assicurato.
Anche le cancellerie europee – compresa l’Italia – fanno quadrato. Un «atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea», ha reagito Giorgia Meloni. Parole nette anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Quanto accaduto è inaccettabile, serve un chiaro segnale alla Russia di un’Europa unita che non accetta provocazioni». Anche l’Ucraina si è detta pronta a difendere la Romania «in qualsiasi modo»: Zelensky ha concordato con Dan di «accelerare la cooperazione sulla coproduzione di droni a rapido impiego».