Libero, 30 maggio 2026
Estratto dal libro della mamma del bosco
S’intitola La mia verità – Memorie e pensieri della mamma nel bosco (Solferino, pp 258; 18,50 euro), il libro scritto da Catherine Louis Birmingham, che si è affidata alla scrittura (una delle sue passioni insieme ai cavalli) per spiegare la scelta di vivere fuori dagli schemi con la sua famiglia ora “strappata” dopo la decisione dei giudici di separarla dai tre figli. Con questo libro, la Birmingham non chiede comprensione, ma soltanto spiegare le tappe che hanno portato lei e il suo compagno Nathan a scegliere di vivere in un bosco, in mezzo alla natura, mangiando ciò che la terra offre e scegliendo di istruire i figli a casa. Chi decide se sia una scelta legittima? O che cosa sia una infanzia “sicura” o “accettabile”? Ecco, in queste pagine, la donna cerca di rispondere senza sovrapporsi al pensiero altrui. Per gentile concessione dell’editore Solferino, pubblichiamo tre estratti del libro: una toccante “Lettera ai miei figli”; un significativo “Incontro con Nathan” e “Il cibo, che meraviglia”, un assaggio della vita tra i boschi.
*
Lettera ai miei figliMiei adorati, noccioline mie, mie fette di pane e marmellata, Utopia Rose, Galorian e Bluebell, la vostra esistenza è la più grande opera d’arte che mamma e papà abbiano realizzato! Non solo i vostri corpi, i vostri cuori e le vostre menti, ma la scintilla di magia dell’universo, visibile e invisibile, che brilla in voi. Siete la sintesi della Creazione: non meno importanti del sole e non più importanti di un filo d’erba. In voi si riflette la grandezza dell’intero universo.
Siete tre fiamme uniche e diverse dello stesso fuoco divino. Vi ho visti crescere come individui incredibilmente saggi, forti, uniti, connessi, intuitivi, creativi e amorevoli. Credo che un giorno lascerete il vostro segno nel mondo, portando onde di bellezza sul pianeta e tra le altre persone, semplicemente attraverso i vostri sogni e la vostra esistenza.
Che scegliate una vita immersa nella pace di un bosco o di viaggiare per il mondo inseguendo un sogno come ha fatto la vostra mamma, entrambe le strade hanno un valore profondo e risuonano con le vibrazioni del nostro pianeta.
Siete spiriti liberi, siete guerrieri saggi, siete portatori di luce d’amore e salute. Non per ciò che farete nella vita, ma semplicemente per ciò che siete. La vostra verità parlerà senza parole, la vostra luce brillerà senza un perché e la vostra presenza sarà avvertita anche da chi non vi conosce. Siete puri, siete veri, siete amore in azione. Papà e io combatteremo per custodire in voi questo dono. È il nostro scopo come genitori, è la nostra responsabilità come esseri viventi che vi amano incondizionatamente, è il senso profondo del nostro cammino come persone, che abbiamo imboccato fin dalla nascita per poterlo offrire a voi. Un giorno, lo so, ognuno di voi si ritroverà a vivere la stessa grande esperienza di dono. Le persone ferite feriscono, le persone guarite guariscono. Io credo in ciascuno di voi. Ho fiducia in voi e vi amo. Eternamente, profondamente e con tutta l’anima.
Questo libro racconta il viaggio che mi ha portato a diventare vostra madre e guida. Starà a voi progettare il vostro. Sapendo che solo insieme, uniti, possiamo rendere questo mondo un posto bellissimo in cui vivere. Come voi tre sapete, non si fa nulla da soli. L’esterno è uno specchio dell’interno: se c’è qualcosa che desiderate vedere manifestarsi nel mondo, guardate prima dentro di voi perché è lì che lo troverete. Avete il potere di farlo: vi appartiene da sempre.
Vi amo dentro e fuori, in questo mondo e oltre. Andate avanti e vivete la vostra verità senza paura, senza giudizi e fidandovi della luce che brilla in voi. A ogni bivio potrete sempre trovare la strada, se vi fermerete, vi lascerete andare e seguirete la luce che vi brilla dentro. Questa è la vostra verità. Questo è il vostro scopo. Questo è il vostro cammino. Essere semplicemente voi stessi… cuori indomabili. Per sempre, Mamma.
L’incontro con Nathan
Da tempo avevo intrapreso un percorso verso un’esistenza più autentica, e a Bali cominciai a vivere secondo questi principi: senza preoccuparmi più di come mi vestivo, dello stato dei miei capelli o della mia pelle. Indossavo bellissimi, pratici e comodi pantaloni balinesi di cotone morbido, abiti leggeri, maglie a maniche lunghe e cappelli per proteggermi dal sole e sopravvivere al caldo mentre pedalavo in bicicletta con William dietro. Ero una nuova versione di me stessa, più sicura, con confini ben definiti. Avevo anche detto «no» ad alcuni pretendenti, senza provare la paura di perdermi qualcosa, né sensi di colpa per aver forse ferito i loro sentimenti. Un giorno, mentre ero fuori con William, notai un ragazzo che si guardava intorno. Si avvicinò e disse che si era appena trasferito in una delle case lì vicino e stava cercando un posto dove lasciar correre liberi i suoi quattro cani. Questo giovane era Nathan. Stava per iniziare la nostra amicizia, uniti dai nostri tanti cani. (...) Nathan e io riprendemmo a meditare, a fare yoga e a vivere all’aria aperta nella natura. Avviammo un piccolo orto e una vicina ci fece dono di una gallina e un gallo. Poi un altro vicino aggiunse alla nostra famiglia due anatroccoli maschi. Così coltivavamo il nostro cibo biologico, raccoglievamo uova bio, costruivamo buoni rapporti con i vicini, con il nostro prezioso padrone di casa, i suoi figli e nipoti, e nei fine settimana esploravamo i paesi e i villaggi vicini. William stava invecchiando e i viaggi avevano indebolito il suo cuore un tempo forte, ma il suo spirito restava indomito e saldo e il figlio del padrone di casa costruì un letto tutto per lui per tenerlo accanto a noi giorno e notte. Non so descrivere fino in fondo quanto siano state meravigliose, generose, affettuose, disponibili e buone le persone che abbiamo conosciuto e amato nei nostri primi anni in Italia, quando Nathan e io ci siamo sistemati in una casa di campagna in affitto e cominciato a progettare di fare dell’Italia la nostra casa. Quando si comprende davvero il potere della mente, l’alimentazione diventa una questione ancora più importante. (...) Il cibo può abbassare la nostra vibrazione, può alterare le nostre onde cerebrali, può persino bloccare il nostro cervello. Non in modo evidente o plateale, ma in maniera sottile, costante, incessante. Può spegnere la nostra energia, annebbiarci la mente, disconnetterci dal nostro stesso corpo. Ho imparato che anche il semplice zucchero bianco raffinato può alterare i segnali della fame, la lucidità mentale, la capacità di pensare e sentire pienamente. Un solo cucchiaio di zucchero bianco raffinato spegne il cervello per quarantotto ore. Eppure, la maggior parte dei genitori lo dà ai propri figli a inizio giornata. E dopo una colazione dolce ci aspettiamo che rimangano fermi, concentrati e in grado di apprendere, che crescano come esseri consapevoli e presenti. (...) Ricordo una storia che ho ascoltato anni fa e non ho mai dimenticato. Parlava di uno studio condotto sui conigli: tre gruppi, tutti nutriti con la stessa dieta ricca di colesterolo. Due gruppi svilupparono i prevedibili problemi di salute. Uno invece no. Perché?