Libero, 29 maggio 2026
Intervista a Franco Berrino
«Mangiamo e respiriamo plastica. Ci stanno avvelenando». Firmato Franco Berrino, medico ed epidemiologo che in passato ha lavorato per l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e ha diretto l’Unità di Epidemiologia e il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Con i suoi video, Berrino, si è costruito una solida reputazione sui social network, raggiungendo un pubblico sempre più vasto e questa sera sarà ospite al festival Rovigoracconta presentando il suo ultimo saggio, Il nostro veleno quotidiano. Un manuale di resistenza alimentare. Per ritrovare il cibo naturale e la salute perduta (Solferino, pp. 192, euro 17). Berrino non ha paura di andare controcorrente, elenca apertamente i nemici della nostra salute e la causa della crescente sterilità negli uomini, lanciando un monito: «abbiamo il potere di cambiare le cose, ma dobbiamo essere informati».
Scrive: “Benvenuti nel Plasticene”. A cosa si riferisce?
«Ovviamente non sarebbe ipotizzabile un’umanità senza plastica, ma ormai la sua produzione è aumentata a dismisura. La plastica ha invaso tutto, il 79% dell’acqua potabile italiana contiene microplastiche, soprattutto quelle in bottiglia sono pericolose. Le assumiamo respirando, attraverso il consumo di pesce, perché le plastiche che invadono il mare, mangiando carne bovina e perfino attraverso alcune verdure, perché ormai la terra è contaminata».
Come difendersi?
«Non c’è una soluzione ma bisogna assolutamente evitare alcune cose. Per esempio, non scaldare mai il cibo in recipienti di plastica, soprattutto nel microonde e non usare le bustine di tè fatte di plastica, perché rilasciano una quantità enorme di microplastiche».
Una prima mossa?
«Mettere un filtro sull’acqua potabile: le tubature oggi sono spesso di plastica, ed è anche giusto che lo siano, perché quelle di piombo erano peggio. Gli additivi sono tossici, in particolare, gli ftalati che servono a rendere le plastiche morbide. Si trovano nelle pellicole, persino nei giocattoli per bambini perché qualche scellerato ha pensato che fosse meglio fare dei giocattoli morbidi, ma i bambini li mettono in bocca e così facendo ingeriscono ftalati».
Cosa sono?
«Gli ftalati sono sostanze chimiche con un’azione ormonale: molti hanno un effetto antiandrogeno, cioè contrastano gli ormoni maschili. Un’altra sostanza molto problematica è il bisfenolo A, che serve anche per il rivestimento interno delle lattine: quindi la raccomandazione è smettere di comprare tutte le bevande e i cibi in lattina».
Ci spiega perché?
«Il bisfenolo A è una delle cause principali della crescente sterilità. Si è dimezzato il numero di spermatozoi e ciò dipende dal bisfenolo A, dagli ftalati, ma anche dai veleni dell’agricoltura, perché hanno un’azione ormonale, spesso simile a quella degli ormoni femminili».
Nel suo libro elogia il cibo biologico ma costa di più. Professore, la salute è riservata a chi se la può permettere?
«È vero, dovrebbe costare di meno ma non è così. Però, se compriamo soltanto cibi veri, cioè cereali integrali, legumi, verdure di stagione e non compriamo cibi lavorati, il costo scende sensibilmente. Il problema è che quei cibi dobbiamo cucinarceli da soli. La gente dice di non avere tempo per stare ai fornelli, ha tempo solo per guardare i cuochi che cucinano in televisione».
Intanto i farmaci contro l’obesità sono diventati di moda. A cosa serve fare moto e mangiare bene se poi c’è un farmaco?
«Ecco, abbiamo completamente perso la ragione. La medicina trova un farmaco, non si interroga più sulle cause. La causa drammatica dell’aumento dell’obesità è legata al consumo di cibi ultra lavorati dall’industria, al consumo di bevande zuccherate, cibi pronti e merendine industriali. Gli studi sono chiarissimi ma il mondo è governato dalla finanza, parliamo di un business mondiale che travolge tutto. L’unica possibilità è che la gente si renda conto che questa roba ci sta avvelenando».
In che senso?
«Se la gente smette di comprare oggetti di plastica non indispensabili, se smette di comprare bevande zuccherate in lattina, allora l’industria sarà costretta a cambiare. Pensi alla sollevazione popolare contro l’olio di palma, noi abbiamo il potere di cambiare le cose, non dobbiamo mai dimenticarlo».
Lo zucchero è il nemico più subdolo?
«Lo zucchero aggiunto ai cibi e alle bevande è molto dannoso. Chi consuma più zucchero ha un rischio maggiore di ingrassare, diventare obeso, ammalarsi di diabete, steatosi epatica, gotta, ipertensione, infarto e ictus. Lo zucchero danneggia anche denti e ossa, ed è associato ad asma e depressione. Soprattutto dobbiamo tenere i bambini lontani dallo zucchero perché ne diventano dipendenti».
Nel libro c’è anche un capitolo sul Covid19 destinato a far discutere. Lei si è vaccinato?
«Purtroppo sì. Alla fine stupidamente ho accettato di fare il vaccino a mRNA e penso che mi abbia rovinato, anche se naturalmente non ho la prova provata».
È un No-Vax?
«Non sono contro i vaccini in senso assoluto ma sono molto critico verso l’organizzazione della campagna vaccinale mondiale messa in piedi senza garanzie per i cittadini»
A chi fa comodo la paura di nuovi virus?
«Le pandemie sono anche occasioni di guadagno formidabili per l’industria farmaceutica. Tuttavia, credo che oggi la gente sarebbe meno disponibile ad accettare una nuova campagna di massa senza porsi domande».
Professore, la corsa alla longevità è il nuovo business?
«Decisamente. Ci sono ormai molti istituti di longevità che fanno esami, prescrivono integratori e propongono trattamenti d’ogni tipo. Ma scientificamente parlando non c’è alcuna prova. Sa qual è l’unica mossa che possiamo fare per ridurre le malattie e prolungare la longevità? Mangiare meno».
Perché?
«Mangiare troppo sovraccarica i nostri organi e favorisce anche il deposito cellulare di proteine che non funzionano. Questo è particolarmente importante nelle cellule cerebrali. Tutte le patologie degenerative del sistema nervoso, dal Parkinson all’Alzheimer, sono caratterizzate proprio dal deposito nelle cellule nervose di proteine che non funzionano più».
L’estate incombe. Un consiglio per i lettori?
«Rinunciamo a tutte le bevande zuccherate e approfittiamo dell’estate per mangiare una grande varietà di verdure».
Ma il digiuno intermittente funziona?
«Sì. Saltare la cena una volta a settimana è sufficiente per attivare i processi di autofagia: le cellule mangiano se stesse, cioè eliminano ciò che dentro la cellula non funziona più. È un modo di prenderci cura del nostro corpo, del resto, è ben dimostrato che mangiare la sera fa ingrassare. Per prenderci cura della nostra salute non servono integratori e trattamenti da milionari, basta ragionare su cosa mangiamo tutti i giorni».