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 2026  maggio 29 Venerdì calendario

Gerry Scotti si è sposato in segreto

Pos­siamo dirlo? Bravo, Gerry. Era ora. Final­mente qual­cuno che guarda alla sostanza delle cose e, soprat­tutto, che non impic­cia, con­di­ziona, obbliga gli altri a una gior­nata (quella là, quella dell’amore-per-sem­pre) troppo pati­nata, di cir­co­stanza, coi sor­risi for­zati sulle foto di gruppo («Adesso i par­enti dello sposo»), magari pure imba­raz­zante (il regalo sarà pro­por­zio­nato al buf­fet?), sicu­ra­mente noiosa da morire, bam­bini e parenti quando-io-me-ne-stavo-tran­quillo-per-i-fatti-miei, tanti auguri e figlie (non fac­ciamo scherzi) fem­mine. Gerry Scotti ha detto sì, ma l’ha detto senza suo­nare troppe cam­pane. Anzi, senza suo­narne nean­che mezza per­ché le nozze con Gabriella Perino sareb­bero (al con­di­zio­nale, qui e tutto un gioco di indi­scre­zioni e segreti spif­fe­rati vai a sapere da chi al set­ti­ma­nale Gente) state cele­brate in Comune, a Milano, alla che­ti­chella, circa un anno e mezzo fa, non erano pre­senti manco i figli.
Certo. Loro (i figli) lo sape­vano: sia quelli di lui (nella fat­ti­spe­cie Edoardo, il ram­pollo che il con­dut­tore ha avuto dall’ex moglie Patri­zia Grosso, pare sia stato l’anima non della festa ma della scelta, colui che più di tutti ha bene­detto l’unione) che quelli di lei (anche le figlie dell’archi­tetta mila­nese super riser­vata sareb­bero state entu­sia­ste). Però ecco, al momento clou non c’era nes­suno. Né amici né cono­scenti né i testi­moni che son stati scelti quasi a caso e all’ultimo minuto né (men che meno) i papa­razzi con l’obiet­tivo pronto a immor­ta­larle ogni sin­golo istante del dí.
Ci sarà chi c’è rima­sto male (gli irri­du­ci­bili della bom­bo­niera), però a ben vedere tocca essere one­sti fino in fondo: signori, nell’era del Grande fra­tello, dei social net­work sem­pre all’erta, della con­di­vi­sione for­sen­nata ora adesso all’istante, sotto i riflet­tori per qual­siasi scioc­chezza vip noti e meno noti, il rica­varsi uno spa­zietto per sé, intimo nel vero senso della parola, pri­vato e privo di fron­zoli, é un dato di corag­gio mica da poco. Sí, d’accordo, è anche così che dovrebbe andare quando ci si giura amore eterno (per­ché lo fa chi se lo sente e chi­se­ne­frega di tutto il resto), ma la realtà è troppo spesso un fiume di ceri­mo­nie tutte sfar­zose, tutte impo­nenti, tutte anche uguali, a metà strada tra l’impeto del sen­ti­mento (quando va bene) e il dj set com­mer­ciale (quando va che no) del “giorno più bello della vita”.
Niente, altro, via. Lo sho­w­man più famoso d’Ita­lia, il volto più cono­sciuto della tivù (da La ruota della for­tuna a Chi vuol esser milio­na­rio?) ha optato per un’altra strada. Quella del muni­ci­pio al posto di quella dell’altare (ma il det­ta­glio ora­mai fa nean­che più colore, nel 2024 il 61,3% dei matri­moni è pas­sato per il rito civile e quelli reli­giosi sono calati dell’11,4%) e quella della pri­vacy rispetto a quella degli annunci in pompa magna con le par­te­ci­pa­zioni e il wed­ding plan­ner che pensa-a-tutto-lui.
Motto d’ordine sem­pli­cità, e vivaid­dio c’è ancora chi ne fa una virtù. Una rela­zione, quella del Gerry nazio­nale assiema alla sua Gabri ini­ziata nel 2011, com­plici i figli modello Cesa­roni: i ragaz­zini che sono amici, i geni­tori che si cono­scono da una vita ma che hanno un po’ perso i con­tatti, senza una ragione spe­ci­fica, sem­mai per­ché suc­cede così, quando si è gio­vani si pren­dono dire­zioni diverse salvo poi (capita rara­mente ma quando capita e bello due volte) rin­con­trarsi da adulti, e allora è cam­biato tutto e magari le con­di­zioni sono otti­mali, metti che scoc­chi la scin­tilla, che ci si inna­mori a oltre cin­quant’anni, che si stia assieme come-marito-e-moglie per quin­dici e alla fine si decida, senza farne uno show, di uffi­cia­liz­zarlo. Viva gli sposi.