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 2026  maggio 29 Venerdì calendario

Corsa alla Luna, Bezos scavalca Musk

Dicono che la stanza al Kennedy Space Center di Merritt Island, Florida, sia troppo bianca per sembrare un luogo dove si immagina il futuro. Le pareti riflettono una luce piatta, quasi clinica, che rende tutti uguali: ingegneri, funzionari e consulenti in giacca blu scuro della Nasa. Ma poi basta andare a Washington per tornare sulla terra e capire come funziona la nuova corsa americana verso lo spazio: con i soldi di miliardari che si sfidano per entrare nella grazie del presidente Donald Trump.
Fino a un anno fa il vincitore era stato Elon Musk. Adesso è Jeff Bezos: il fondatore di Blue Origin ha ottenuto dalla Nasa il primo contratto per la costruzione della base lunare, scavalcando SpaceX di Musk. Il contratto iniziale da 188 milioni di dollari prevede la consegna dei primi rover lunari al polo sud della Luna, con un’opzione aggiuntiva da 280,4 milioni per due missioni successive. La Nasa ha spiegato che Blue Origin finanzierà in modo autonomo gran parte dell’operazione. Il veicolo incarico della missione è il Blue Moon Mark 1, un lander cargo senza equipaggio e a propulsione criogenica chiamato anche “Endurance”. Il lancio è previsto non prima dell’autunno, con il trasporto di carichi Nasa e veicoli per il terreno lunare verso la cresta di collegamento di Shackleton, vicino al polo sud. L’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha definito il progetto «la prima missione di lander lunare finanziata privatamente nella storia». La base lunare, ha aggiunto, sarà il «primo avamposto dell’America e dell’umanità su un altro mondo celeste». Le tre missioni previste per il 2026 saranno seguite da «più di una dozzina» nei prossimi anni per testare sistemi e attrezzature. Durante la missione di Artemis III il prossimo anno, la Nasa valuterà il lander lunare di Space X e il Blue Moon di Blue Origin. Poi prenderà una decisione. Tecnicamente, il contratto assegnato a Bezos non è il più ricco della settimana: la Nasa ha dato 219 milioni di dollari ad Astrolab e 220 a Lunar Outpost per costruire i rover che Blue Origin consegnerà all’agenzia spaziale. Ma Bezos avrà l’onore di posare sulla Luna il primo pezzo della base da 20 miliardi di dollari.
Un anno fa Musk aveva ottenuto un posto in prima fila alla corte di Trump dopo aver finanziato con oltre 300 milioni di dollari la sua campagna. Ma poi è arrivato Bezos, che ha superato il suo avversario sfruttando il punto debole del presidente: la moglie Melania. Il proprietario di Blue Origin ha finanziato con oltre 70 milioni la produzione e la distribuzione del docufilm “Melania”, incentrato sui venti giorni a cavallo del ritorno della first lady alla Casa Bianca. Il lavoro si è rivelato un flop per incasso e critiche, ma era nel conto: Bezos è riuscito a scavalcare Musk nel gradimento di Trump. In più mister Amazon ha svuotato il Washington Post, di cui è proprietario, imbavagliando le pagine di critiche al presidente. Una fedeltà che il tycoon ha premiato assegnandogli lo storico contratto. Ma che rappresenta solo l’inizio della sfida tra miliardari.