la Repubblica, 29 maggio 2026
Stupri di guerra, Israele e Russia nella lista nera dell’Onu
Non solo Hamas e lo Stato Islamico, ma anche Israele e – a sorpresa, come ha rivelato la France Presse nella tarda serata di ieri – la Russia. Tutti insieme nella lista stilata dall’Onu che indica i Paesi e le organizzazioni colpevoli di violenze sessuali nei teatri di guerra. Un accusa pesantissima.
Israele ha reagito malissimo, decidendo di interrompere ogni rapporto con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Lo ha annunciato ieri l’ambasciatore dello Stato ebraico all’Onu, Danny Danon. Il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, ha risposto: «Per noi, la porta del segretario generale resta aperta».
Due settimane fa Nicholas Kristof aveva pubblicato un articolo sul New York Times intitolato “Il silenzio che avvolge gli stupri dei palestinesi”. Kristof aveva rivelato di aver parlato con 14 uomini e donne che avevano denunciato di essere stati «aggrediti sessualmente da coloni israeliani o membri delle forze di sicurezza», riportando alcune testimonianze. «Qualunque sia la nostra visione del Medio Oriente – aveva scritto – dovremmo essere capaci di unirci nella condanna degli stupri», tanto quelli commessi da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre, quanto quelli degli altri. Kristof aveva aggiunto: «Non ci sono prove che i leader israeliani abbiano ordinato gli stupri. Ma negli ultimi anni hanno costruito apparati di sicurezza dove la violenza sessuale è diventata, come ha detto un rapporto dell’Onu l’anno scorso, “una delle procedure standard” di Israele e “uno dei maggiori elementi del maltrattamento dei palestinesi”».
Queste denunce evidentemente hanno avuto un seguito, perché – come ha annunciato lo stesso Danon attraverso il suo profilo su X – le Nazioni Unite hanno «inserito Israele nella lista nera dei responsabili di violenza sessuale nelle zone di conflitto, affiancandolo alle organizzazioni terroristiche più brutali al mondo: Hamas e Stato Islamico». Dopo aver dato la notizia, l’ambasciatore israeliano si è scagliato contro la decisione: «Una scelta politica» scollegata «dai fatti e dalla realtà». Perciò Israele ha deciso di sospendere la cooperazione con Guterres: «Abbiamo chiuso con questo Segretario Generale», precisando che il congelamento delle relazioni con Guterres arriverà fino alla scadenza del suo mandato, il prossimo 31 dicembre. Israele, secondo Danon, «ha fornito prove, documenti e risposte dettagliate a ogni accusa. Abbiamo invitato i rappresentanti dell’Onu a recarsi sul posto per verificare di persona le cose e loro hanno ovviamente scelto di non farlo. Quando i fatti non si adattano alla sua narrazione, l’Onu semplicemente la cambia. Noi continueremo a difendere la verità e a smascherare queste calunnie di sangue. La verità vincerà».
Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Oren Marmorstein ha condannato «la vergognosa e assurda decisione delle Nazioni Unite», definendola «un’ulteriore prova della vera natura dell’Onu: un’organizzazione politicizzata e corrotta che ha abbandonato i suoi principi fondanti e prende di mira sistematicamente Israele come sua missione principale. Questa decisione è l’ennesimo esempio della profonda e istituzionalizzata ostilità dell’Onu e deve essere compresa nel suo vero contesto: un tentativo di creare una falsa simmetria tra Israele e le reali atrocità sessuali commesse da Hamas».