corriere.it, 29 maggio 2026
British Museum, rinviato un evento per il mese della cultura ebraica. Insulti a Helen Mirren
Un soffocante clima di odio antisemita permea ormai Londra col suo tanfo di fogna: e dopo essere già sfociato in attacchi sanguinosi, assedia ora il mondo della cultura.
Il British Museum ha rimandato all’ultimo momento un evento dedicato alla storia degli antichi regni di Israele e Giudea, dopo che si sono resi conto che almeno un quarto dei partecipanti che si erano registrati avevano in realtà intenzione di inscenare proteste e stravolgere l’evento, programmato nell’ambito del mese della cultura ebraica che si sta svolgendo per la prima volta in Gran Bretagna.
In un primo momento la conferenza era stata rimandata sine die, ma dopo le numerose reazioni arrivate dal mondo politico, culturale ed ebraico, è stato annunciato che l’evento si terrà all’inizio di giugno.
Lo storico e presentatore della Bbc Simon Schama ha commentato che il rinvio della conferenza manda «un terribile segnale», mentre la leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, ha chiesto al governo di «fare tutto il possibile» per assicurarne lo svolgimento.
Intanto è emerso online un video in cui si vede l’attrice Helen Mirren insultata per strada da un uomo che, mentre la filma, le grida «puttana sionista»: l’incidente sarebbe avvenuto alla fine dell’anno scorso, quando l’interprete premio Oscar di The Queen viene affrontata mentre passeggia vicino casa a Londra assieme a suo marito. Nel video si sente una voce che dice: «Ed ecco Helen Mirren, la sionista dichiarata. Hai detto che Israele dovrebbe durare per sempre a motivo dell’Olocausto: sei una malvagia puttana sionista». A quel punto, il marito dell’attrice manda a quel paese l’aggressore.
Il gruppo Campagna contro l’Antisemitismo ha commentato che «ormai siamo al punto in cui personaggi pubblici sono soggetti ad abusi semplicemente per essere percepiti come simpatetici verso lo Stato ebraico: questo non è attivismo, è intimidazione, estremismo mascherato da virtù morale».
La polizia sta indagando sull’aggressione, che ha detto di considerare alla stregua di un crimine d’odio. Helen Mirren non è ebrea (è anzi di origine russa), ma ha più volte manifestato solidarietà a Israele, oltre ad aver interpretato sullo schermo l’ex premier Golda Meir: il mese scorso aveva firmato un appello contro l’esclusione dello Stato ebraico dall’Eurovision, oltre ad aver criticato il boicottaggio culturale in generale, mentre in passato aveva detto «Credo in Israele a causa dell’Olocausto».
Ciò non le ha impedito tuttavia di esprimere critiche contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e sostegno alle manifestazioni contro di lui in Israele.
Nei mesi scorsi Londra è stata teatro di diversi attacchi antisemiti, culminati nell’accoltellamento di due ebrei nel quartiere di Golders Green. Atti vandalici hanno preso di mira sinagoghe e centri ebraici, mentre l’anno scorso un attentato alla sinagoga di Manchester ha provocato due morti.
La guerra a Gaza ha radicalizzato gli animi, soprattutto nella numerosa comunità islamica, e così Londra è stata più volte il palcoscenico di manifestazioni pro Pal in cui venivano scanditi slogan a favore di Hamas e inneggianti alla distruzione di Israele.
La causa palestinese è diventata il collante dell’estrema sinistra e in particolare il partito dei Verdi, nella sua nuova veste populista, si è impegnato a capitalizzare questa ondata, tollerando al suo interno pericolose manifestazioni di antisemitismo. Il governo laburista di Keir Starmer ha più volte promesso di intervenire contro l’intolleranza, ma è stato accusato di eccessiva timidezza.