Corriere della Sera, 29 maggio 2026
Patti Smith parla di Donald Trump e di sé stessa
L’energia è intatta, l’entusiasmo anche, la foga idealistica pure, giusto il corpo ogni tanto le dà qualche segnale. Sua Sacerdotessa del rock Patti Smith corre, corre come sempre, ora che va verso gli 80 anni (li festeggerà a dicembre). E ha deciso di celebrarli con un concerto che si prospetta magico al Circo Massimo, il 27 luglio. La foga dunque, come vedremo, c’è tutta, perché a differenza di quanto si è detto a queste latitudini (le dichiarazioni di De Gregori sulla presunta inutilità della crociata contro Trump di Springsteen hanno fatto molto discutere), per Patti è invece assolutamente necessario «prendere posizione».
Perché?
«Perché il secondo Trump è molto peggiore del primo: non si limita più a danneggiare l’ambiente, ma invade anche altri Paesi. Non riesco più a dormire la notte dal dolore, mi sveglio sempre di soprassalto: dobbiamo farci forza l’uno con l’altro il più possibile».
Il suo amico Springsteen lo fa: ha appena annunciato un megaconcerto con Foo Fighters e Joan Baez contro di lui.
«Sono andata due settimane fa da lui a New York e abbiamo cantato insieme “People have the power”: ed è un bene che lo faccia in America, dove lui è molto più popolare di me. Da voi invece me la cavo bene...».
Già, come nasce questa sua relazione speciale con l’Italia?
«A 7 anni rimasi a letto per tre mesi in ospedale per una rara forma di scarlattina: dalla radio sul comodino che mi aveva lasciato mia madre, ascoltai per la prima volta Puccini. Fu una folgorazione e l’inizio di un rapporto unico».
Il 5 giugno sarà all’Arena di Verona e poi il 27 luglio al Circo Massimo di Roma. Che effetto le fa?
«Sempre un onore suonare tra le rovine, in mezzo alla Storia».
Tutti si ricordano però i suoi primi concerti da noi, a Bologna e Firenze nel 1979.
«Non avevo mai suonato di fronte a così tanta gente, 80 mila persone, anche perché potrebbero essere stati molto di più: quando sono da voi non passa giorno che qualcuno mi fermi per strada e mi dica di esserci stato».
Anche se allora ci fu un equivoco di fondo: pensavano lei fosse una militante comunista...
«E invece dissi la verità. Che ero un’idealista cristiana e che ognuno avrebbe dovuto credere in sé stesso».
Già, ha sempre avuto un rapporto speciale con i Papi, dalla venerazione per Giovanni Paolo I al legame con Francesco. E col suo connazionale Leone?
«È molto intelligente e capisce il mondo in cui stiamo vivendo. Oltre ad aver alzato la voce contro Trump quando è stato necessario».
Cinquant’anni fa usciva il suo capolavoro «Horses». Inizia con questo distico: «Gesù è morto per i peccati di qualcun altro, ma non i miei»
«L’ho scritto a vent’anni, ma era un invito alla libertà, contro le religioni organizzate, non ce l’avevo con Gesù».
Tornando a Springsteen, tre anni dopo le avrebbe regalato la musica di «Because the Night». Lei ci mise il memorabile testo: potrebbe riscriverlo oggi pari pari?
«No. Perché è una storia di attese, di costose telefonate: oggi se non senti uno dopo tre minuti ti preoccupi. E la notte dormo...».
Ed è un inno d’amore per suo marito Fred, già chitarrista negli MC5. Per costruire la famiglia con lui si ritirò dalle scene per 16 anni. Anche questo, oggi, nell’era dei social, sarebbe impossibile...
«Mi sono sempre preoccupata di fare delle buone cose. E di nient’altro. In quegli anni non ho mai smesso di studiare, di scrivere poesie, ma in cambio ho avuto la possibilità di crescere due fantastici figli».
E Fred, scomparso nel 1994, sembra non essersene mai andato.
«È stato l’amore della mia vita, nelle belle cose ma anche in quelle brutte. E lo rivedo attraverso mio figlio Jackson, anche lui chitarrista che mi accompagna in tour».
Nell’ultimo libro «Il pane degli angeli», ha raccontato di aver scoperto di avere due padri a 70 anni.
«È stato un grande shock: amavo molto il papà che mi ha cresciuto, ma mi sono resa conto che quello naturale faceva altrettanto parte di me. Ma c’è una cosa ancora più bizzarra...».
Quale?
«Quello biologico aveva origini ebraiche. Per la mia opposizione alle politiche di Israele mi sono sentita dare dell’antisemita. Paradossale».
A dicembre ne compirà 80. Come si avvicina a quel traguardo?
«È solo un tema fisico, oggi cerco di stare più attenta al mio corpo rispetto al passato, ma l’energia e l’entusiasmo sono gli stessi».
Eredi ne vede in giro?
«Rosalia, è molto talentuosa. Mi piace la sua voce. E mi piace la sua attitudine».
C’è qualcosa che deve ancora fare?
«Scrivere un libro. Di finzione, stavolta. Per il resto, mi basta rimanere in salute».