Corriere della Sera, 29 maggio 2026
Uno Bianca, Fabio Savi smentisce il fratello sui servizi
Non c’era nessuna collusione tra la banda della Uno bianca e fantomatici apparati dello Stato: Fabio Savi, uno degli spietati killer condannati all’ergastolo per aver ucciso, tra il 1987 e il 1994, 23 innocenti e averne feriti altri 155 tra Emilia-Romagna e Marche, in un’intervista a Quarto Grado di Rete4 smentisce il fratello Alberto e si dice pronto a farsi interrogare dai Pm di Bologna. A Belve, condotto su Rai2 da Francesca Fagnani, Roberto Savi aveva lasciato intendere che a guidare la banda e a dire chi uccidere sarebbero stati i servizi segreti, aggiungendo: «Ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere e poi ci hanno fatto prendere». Ora Fabio Savi (della banda faceva parte anche il terzo fratello Alberto che ha disonorato la divisa da poliziotto che indossava come gli altri due) replica che non è assolutamente vero a Francesca Carollo, giornalista del programma di Gianluigi Nuzzi in onda stasera sulla rete Mediaset. «Ho scritto alla Procura della Repubblica chiedendo di essere sentito. Più che assicurare la massima disponibilità e trasparenza non posso fare. Tutto è già stato detto». Trasparenza che in questa storia ignobile non pare abbiano mai coltivato: «L’importante è che loro (i pm, ndr.) vogliano veramente stabilire una verità». Sorprendente, per le uccisioni di cui anche lui si è macchiato, la risposta alla domanda di Carollo su cosa pensa del fratello: «Dovrebbe fare un esame di coscienza, dovrebbe ricordare in primo luogo come si è comportato lui persino verso i suoi stessi fratelli». Lo considera un traditore? «A quanto pare».