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 2026  maggio 29 Venerdì calendario

Sechi: è lite con Angelucci dopo il licenziamento

«Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Lo ha annunciato, ieri pomeriggio, con questo post su X, Mario Sechi, il benservito ricevuto dall’editore del quotidiano Libero (i fratelli Angelucci, imprenditori della sanità), che dirigeva da quasi tre anni. Dai toni si evince un risentimento che va ben oltre la questione del mero licenziamento, arrivato, pare, inaspettato, proprio ieri, a sole 24 ore dall’annuncio della messa sotto scorta di Sechi. L’ex direttore, che ha ricevuto la solidarietà di tutto il mondo politico, a partire da quello della premier Giorgia Meloni (che lo ha avuto come collaboratore a Palazzo Chigi), ne parlava proprio ieri nell’editoriale in cui confessava drammaticamente: «Nel giro di una mezza giornata la mia vita è totalmente cambiata».
Secondo indiscrezioni di chi gli è più vicino, Sechi lamenterebbe pressioni continue da parte dell’editore, aumentate negli ultimi sei mesi, accompagnate da ripicche, come il diniego delle sostituzioni estive, necessarie per coprire i periodi di ferie. Ma sarebbe stato un «no» in particolare a scatenare l’ira degli imprenditori: qualcuno parla di un mancato affondo del quotidiano sul caso del presidente della FederTennis Angelo Binaghi, circa l’acquisto del 6,7% della Sae di Alberto Leonardis, l’editore che ha comprato La Stampa.
Fonti vicine all’editore ieri hanno smentito la «ricostruzione strumentale» di Sechi, secondo cui il licenziamento sarebbe stato deciso dopo l’annuncio della scorta. La misura di protezione nei confronti di Sechi, dicono, «sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e, dunque, il richiamo fatto oggi (ieri per chi legge, ndr) alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale».
Secondo le stesse fonti, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma «sollevato dall’incarico nell’ambito delle decisioni editoriali del quotidiano», legate anche «all’insoddisfacente numero di copie vendute», e il direttore «ne sarebbe stato informato già da diverse settimane».
Sechi, cui succede Alessandro Sallusti, risponde oggi dalle colonne di Libero con l’editoriale di addio nel quale racconta la sua versione del dissidio. Di certo la vicenda non è destinata a finire qui. Si dice che Sechi sia pronto a dimostrare in tribunale che il licenziamento non è adeguatamente motivato, poiché il calo delle copie è un fenomeno generalizzato dell’editoria. Quel che è certo è che l’ex direttore dell’Unione Sarda, de Il Tempo, di Agi e di Libero, a 58 anni, ritorna sul mercato editoriale, con il piglio che lo contraddistingue.