Corriere della Sera, 29 maggio 2026
Alex Pineschi, l’ex alpino caduto in Ucraina
«Se a oggi una persona mi chiedesse perché hai deciso di combattere, io risponderei: perché ho visto una causa per la quale valesse la pena rischiare», raccontava su YouTube due anni fa Alex Pineschi, il contractor italiano morto al fronte, nel Donbass. Originario di La Spezia, 42 anni, ex alpino, era il fondatore della società Ap Tac Tactical Training, a Pavia, dove insegnava a maneggiare armi da fuoco. Come volontario aveva addestrato anche i combattenti curdi contro l’Isis e combattuto nel nord dell’Iraq tra il 2014 e il 2019. Più di recente sarebbe entrato a far parte delle forze speciali dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino. È stato ucciso vicino a Lyman, città simbolo della riscossa ucraina: otto mesi dopo l’inizio dell’invasione russa era stata riconquistata dall’esercito di Kiev e da allora è teatro di combattimenti sanguinosi.«Il nostro amato fratello è morto sul campo di battaglia», ha fatto sapere ieri sui social Memorial, ong che preserva la memoria di combattenti e volontari stranieri caduti in Ucraina. Pineschi aveva raccontato l’esperienza in Iraq nel libro, «Peshmerga – Di fronte alla morte». Al suo rientro in Italia era stato indagato perché sospettato di essere un mercenario. Un procedimento concluso con l’archiviazione: gli era stato riconosciuto il ruolo di volontario.
Nel suo ultimo post su Instagram lo si vede scandire queste parole: «Nessuno ti insegna a tornare dalla guerra. A passare dal suono dei colpi al silenzio di una stanza. Poi impari a combattere di nuovo, contro quel vuoto che arriva quando smetti di sopravvivere e devi ricominciare a vivere».