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 2026  maggio 29 Venerdì calendario

«Chiusa sede Usa a Kiev». «È falso». Scontro dopo le minacce russe

Nuove tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Unione europea sul dossier ucraino mentre la guerra continua a intensificarsi sul terreno. A innescare le polemiche sono state le dichiarazioni dell’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, secondo cui l’ambasciata Usa a Kiev sarebbe stata chiusa dopo le minacce russe di nuovi attacchi contro la capitale. «Tutte le ambasciate sono rimaste tranne una. Gli europei sono rimasti, l’America se n’è andata», ha detto ieri l’ex premier estone ora a capo della diplomazia europea a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Cipro.
La replica americana, arrivata poche ore dopo, è stata durissima. «L’ambasciata degli Stati Uniti è aperta. Non ci sono cambiamenti nelle nostre operazioni e le notizie che affermano il contrario sono false», ha scritto la sede diplomatica Usa a Kiev su X. Lo staff di Kallas ha poi corretto il tiro parlando di «fraintendimento» nato durante una conversazione con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto anche Dmytro Lytvyn, consigliere di Zelensky, secondo cui alcuni diplomatici americani avrebbero effettivamente lasciato temporaneamente Kiev durante i bombardamenti russi del fine settimana. Il ministero degli Esteri ucraino ha però assicurato che tutte le missioni diplomatiche continuano a operare normalmente nella capitale nonostante le minacce russe di «attacchi sistematici».
Sul terreno continua l’offensiva russa. Zelensky ha detto di stare facendo «fortissime pressioni» sugli Stati Uniti per ottenere nuovi missili Patriot contro gli attacchi balistici di Mosca. Kiev teme infatti che le forniture occidentali rallentino mentre la guerra con l’Iran assorbe parte delle risorse militari Usa. Zelensky ha spiegato di avere inviato una lettera a Donald Trump e al Congresso americano senza avere ancora ricevuto risposta. L’Olanda ha annunciato che prorogherà di altri sei mesi il dispiegamento dei sistemi Patriot in Polonia nell’ambito della missione Nato a sostegno dell’Ucraina.
Ieri il presidente ucraino era in Svezia dove ha annunciato un accordo per l’acquisto di 20 nuovi caccia Gripen E prodotti da Saab, mentre Stoccolma donerà all’Ucraina altri 16 Gripen della versione precedente. Kiev punta in totale ad acquistare fino a 150 aerei.
Da Bruxelles arriva anche il via libera a una nuova tranche di aiuti da 2,8 miliardi di euro nell’ambito del Fondo per l’Ucraina legato alle riforme necessarie per l’ingresso del Paese nell’Ue. Bruxelles ha spiegato che Kiev ha completato in anticipo diverse tappe previste dal programma di modernizzazione e ricostruzione.
Nel Mar Nero, intanto, si registra un nuovo episodio legato alla cosiddetta «flotta ombra» russa usata per aggirare le sanzioni occidentali. Tre petroliere sono state colpite da droni al largo delle coste turche mentre trasportavano greggio russo. Non ci sono state vittime né rivendicazioni immediate.
In Italia ha colpito la morte in combattimento del contractor ligure Alex Pineschi, 42 anni, ex alpino originario di La Spezia. La notizia è stata diffusa dall’associazione Memorial – International Volunteers for Ukraine, che sui social ha reso omaggio al volontario italiano caduto «sul campo di battaglia». Pineschi combatteva con le forze ucraine ed era già noto per aver partecipato in passato alla guerra contro l’Isis in Iraq al fianco dei peshmerga curdi. La morte sarebbe stata causata da droni russi nella zona di Lyman. In passato l’uomo era stato indagato in Italia per sospetta attività mercenaria, ma poi era stato riconosciuto il suo ruolo di volontario.