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 2026  maggio 29 Venerdì calendario

Usa e Iran, c’è un’intesa preliminare. Ma Trump vuole ancora pensarci

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo preliminare per un memorandum d’intesa che estenderebbe di 60 giorni il cessate il fuoco e aprirebbe negoziati sul programma nucleare di Teheran, ma Donald Trump ha detto ai mediatori di aver bisogno «di un paio di giorni di tempo per pensarci». A rivelarlo per primo è stato il sito Axios, poi fonti americane hanno confermato ai giornalisti accreditati alla Casa Bianca che c’è un accordo preliminare ma manca l’ok del presidente. Gli americani avevano inizialmente detto ad Axios che c’era l’assenso della Guida suprema dell’Iran, ma il regime non l’ha confermato. La firma del memorandum sarebbe una svolta significativa per attivare i negoziati in un momento in cui il cessate il fuoco è fragile: gli americani hanno abbattuto quattro droni iraniani sullo Stretto di Hormuz mercoledì notte, Teheran ha risposto lanciando un missile balistico (intercettato) contro una base Usa in Kuwait. Ma l’accordo preliminare lascerebbe comunque irrisolti tutti i temi caldi, da affrontare nei successivi 60 giorni. Nell’intesa preliminare, secondo Axios, l’Iran si impegna a far passare da Hormuz tutte le navi, senza pedaggi, e a sminare lo Stretto entro 30 giorni; gli Usa rimuoverebbero il loro blocco navale ed emetterebbero deroghe alle sanzioni per l’esportazione del petrolio di Teheran. L’Iran si impegnerebbe anche a non sviluppare armi nucleari; ma è qualcosa che il regime ha sempre affermato, anche quando ha arricchito l’uranio a livelli superiori a quelli necessari per l’uso civile. L’Iran non sembra pronto a rinunciare al diritto all’arricchimento.
«Tutto dipende da quello che vuole il presidente, e il presidente non farà un cattivo accordo», ha detto ieri il segretario del Tesoro Scott Bessent ai giornalisti alla Casa Bianca. Il Dipartimento del Tesoro ha anche annunciato sanzioni contro Paesi terzi che aiutano l’Iran ad aggirare l’embargo. Alla domanda se le sanzioni contro Teheran verranno rimosse, Bessent ha replicato: «È un accordo sfaccettato, nulla sarà sul tavolo finché non vediamo l’apertura dello Stretto di Hormuz, gli iraniani non accettano che devono consegnare l’uranio arricchito ad alto livello e che non possono avere un programma nucleare». Le ha definite le tre linee rosse di Trump. Non è chiaro se il presidente accetterà che vengano discusse nella seconda fase. Il memorandum contiene l’impegno ad affrontare in via prioritaria nei 60 giorni il destino delle riserve di uranio altamente arricchito e il tema dell’arricchimento. Gli iraniani si sarebbero impegnati verbalmente a fare concessioni sul programma nucleare, ma «non lo sapremo finché non siamo in quella stanza ed è per questo che vogliamo fare il memorandum», dicono i funzionari Usa. Secondo Fox News, i negoziatori stanno ancora lavorando sul linguaggio che riguarda questi «nodi». I «falchi» repubblicani e Israele premono su Trump perché non firmi un accordo che rafforzi l’Iran. Caitlin Doornbos del New York Post scrive su X che il memorandum è «sostanzialmente lo stesso riportato dai media iraniani e negato dalla Casa Bianca» nei giorni scorsi, «ma “vestito” diversamente. Ogni parte deve venderlo ai suoi». Sul versante militare i media iraniani hanno annunciato l’abbattimento di un aereo Usa nel Sud del Paese. La smentita di Washington.
Il segretario al Tesoro ha sottolineato che la rimozione delle sanzioni e lo scongelamento di fondi iraniani avverranno «molto lentamente» e solo se c’è un accordo finale sulle «linee rosse», contraddicendo quanto filtrava dalla delegazione iraniana. Nell’intesa sarebbe prevista la tregua in Libano e la «promozione della pace regionale» (gli Usa vogliono discutere il programma missilistico di Teheran nella seconda fase).
Ieri Bessent è tornato ad avvertire l’Oman che il Paese rischia sanzioni se «coinvolto direttamente o indirettamente nel facilitare pedaggi per lo Stretto», ma l’ambasciatore omanita gli avrebbe «assicurato che non hanno alcun piano» in proposito. Il ministro ha anche parlato della banconota da 250 dollari col volto di Trump che il Tesoro sta preparando per il 250° anniversario dell’indipendenza Usa, precisando però che verrà stampata solo se il Congresso modificherà la legge che proibisce a persone in vita di apparire sulla valuta americana.