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 2026  maggio 28 Giovedì calendario

Gioco d’azzardo: «Persi 22 miliardi nel 2025. Situazione fuori controllo»

Siamo il Paese in Europa dove si scommette di più. Nel 2025 gli italiani hanno speso nei giochi d’azzardo la cifra record di 165,34 miliardi di euro (+5% rispetto all’anno prima): una somma enorme che vale il 7,3% del Pil, più del doppio di quanto lo Stato spenda ogni anno per la scuola. Attenzione, però: l’84% di chi scommette non vince mai; così le perdite nette subite dagli italiani (differenza tra soldi giocati e vincite) ammontano a 21,88 miliardi di euro, in pratica il valore di una manovra finanziaria. Il “Libro nero dell’azzardo”, realizzato da Fondazione Isscon, Cgil e Federconsumatori, mostra una situazione fuori controllo, con i giocatori patologici saliti a 1,5 milioni. A spingere la crescita è soprattutto il gioco online, che da solo ha superato i 100 miliardi grazie agli smartphone, diventati dei casinò a portata di mano. «Dietro a questi numeri non ci sono storie di ricchezza, ma una vera trappola», denuncia la segretaria nazionale della Cgil, Daniela Barbaresi. Le fa eco Denise Amerini, responsabile dipendenze per il sindacato: «La platea va dai pensionati alle casalinghe, dai disoccupati ai piccoli imprenditori che si rovinano con il gioco».
Lo sosteneva già nel secolo scorso il presidente Luigi Einaudi: l’azzardo è una «tassa sulla speranza». Quando c’è crisi e gli stipendi non bastano, le persone in difficoltà vedono nella scommessa l’unico modo per “svoltare”. Ma la matematica non si batte: il banco vince sempre. «Nei centri d’ascolto i volontari accolgono famiglie che non hanno più i soldi per la spesa o l’affitto», spiega don Antonio Zappolini, portavoce di “Mettiamoci in Gioco” (campagna sostenuta da Acli, Azione Cattolica e Gruppo Abele). «Aver demolito l’Osservatorio sui rischi per la salute, aver aggirato il divieto di pubblicità e aggredire l’autonomia delle Regioni sono strategie che mirano a eliminare i controlli». Il riferimento è alla scorsa legge di bilancio che ha cancellato l’Osservatorio nazionale sul gioco patologico, assorbendo le risorse nel Fondo unico per le dipendenze patologiche: le risorse sono così scese da 50 a 32 milioni di euro. Sul tema anche la Corte dei Conti ha richiamato il governo alla necessità di considerare, oltre alle entrate fiscali, i costi sociali dell’azzardo. Se da una parte le istituzioni dovrebbero difendere la salute, dall’altra lo Stato ha bisogno delle tasse sul gioco (11,4 miliardi nel 2025) per i bilanci. Eppure, annota Federconsumatori, le entrate pubbliche diminuiscono perché l’online è tassato meno del fisico. Chi guadagna davvero sono le società concessionarie, i cui utili sono cresciuti del 165% in cinque anni.
C’è tempo fino al 29 agosto per intervenire quando il governo dovrà completare il riordino della rete fisica dei giochi pubblici. Per questo il Forum nazionale delle Associazioni Familiari ha chiesto all’Agcom che il gioco d’azzardo venga nominato per ciò che è, che i rischi siano esposti senza attenuazioni e che si vieti del tutto la pubblicità, eliminando i testimonial che parlano falsamente di “gioco responsabile”.