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 2026  maggio 28 Giovedì calendario

I figli di Berlusconi vanno in tribunale per cacciare Ioana Visan

Davanti a lei nelle grazie di B. c’era solo Nicole Minetti. Non per niente proprio oggi dovrà tornare a difendersi dall’accusa di aver goduto di “aiuti” vari per testimoniare il falso, e scagionare entrambi nei processi Ruby 1 e 2. Ma per tre anni, di lasciare la casa che fu di zia Edvige Berlusconi – parte del prezzo della sua corruzione secondo i pm – non ne ha voluto sapere.
È finita a carte bollate tra gli eredi dell’ex Cavaliere e la sua favorita in seconda, Ioana Visan detta Annina, “giovane e graziosa ospite” secondo le cronache de Il Giornale, che nel 2008 venne introdotta nella corte di B. da Giampaolo Tarantini, appena 21enne.
Da quel primo incontro, Visan era diventata una habitué delle “cene eleganti”. Tanto che nei primi mesi del 2010 gli investigatori hanno contato 53 presenze in Villa San Martino. E lei stessa ha ammesso, sentita nel processo Ruby, di essere stata invitata persino a un Natale ad Arcore con “figli” e “familiari” di B.
Niente di strano, quindi, se nel 2018 l’ex Cavaliere, assolto in via definitiva tre anni prima dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, le ha riservato un trattamento diverso dalle altre ex ospiti del condominio di via delle Olgettine. Lì dove Minetti, poi condannata in via definitiva per sfruttamento della prostituzione, aveva piazzato le sue “ragazze”. Dopo l’esplosione del Rubygate, l’assedio mediatico alla residenza del “clan delle belle gnocche”, come ribattezzato dalla stessa Visan. E soprattutto le sue deposizioni in aula. Quando ha negato “toccamenti” durante le serate, e persino il rituale della statuetta di Priapo, su cui le commensali avrebbero simulato rapporti sessuali.
Ad Annina era stato concesso l’utilizzo, con regolare comodato gratuito, dei 66 metri quadri in viale Zara, Milano nord, ereditati col fratello Paolo, nel 1997, dalla sorella del padre di B.. Poi l’immobile è transitato in pancia a una società di famiglia, l’Immobiliare Dueville srl, assieme alle ville concesse ad altre olgettine. E a ottobre del 2023, 4 mesi dopo il trapasso berlusconiano, sono arrivati gli inviti a restituire a stretto giro gli immobili.
Inviti “senza esito”, per le sorelle Visan. Come pure la successiva intesa per il rilascio “entro il 31 dicembre 2024”. Di qui l’avvio di una causa per dichiarare l’estinzione del contratto di locazione a monte, tra la Dueville e B., e “del sub-contratto di comodato” tra B. e le sorelle.
A gennaio i legali hanno raggiunto un’intesa in udienza per il rilascio entro il “15 dicembre 2026”.
Al giudice milanese Antonio Sammarro, quindi, non è rimasto che prenderne atto. Poi ha condannato le Visan a liberare l’immobile che occupano in maniera abusiva per la data concordata. Non si sa mai.
“Parliamo un atto di liberalità che il dottor Berlusconi aveva fatto anche per ristorare la signora dei danni patiti a livello mediatico”. Sottolinea Giuseppe Laudante, difensore della 38enne rumena in questa vicenda. Così come nel processo Ruby ter che riparte oggi. “Il precedente accordo era stato raggiunto privatamente e la signora Visan aveva avuto difficoltà a reperire una diversa ed adeguata situazione abitativa”. Ha aggiunto l’avvocato. “In questo caso oltre a un impegno assunto in sede giudiziaria c’è comunque un’ordinanza del Tribunale che, in caso di mancata osservanza, è eseguibile per via giudiziaria”.