repubblica.it, 28 maggio 2026
Usa, turisti in fuga: quattro milioni in meno nel 2025
L’“America più attraente di sempre”, secondo il presidente Donald Trump, appare in realtà un Paese da cui i turisti si tengono alla larga. Nel 2025 gli Usa hanno perso quattro milioni di visitatori rispetto all’anno precedente: il calo è del 5,5 per cento del turismo internazionale, secondo la Cnn. Anche la spesa si è contratta: nelle casse americane sono entrati 8 miliardi di dollari in meno. Escludendo il crollo legato alla pandemia di Covid, questa è la flessione più marcata del turismo internazionale negli ultimi vent’anni. Il boicottaggio arriva da numerosi Paesi, tra cui Germania, India, Francia, Australia, Cile e Cina, ma il calo più significativo riguarda il Canada, il Paese che Trump vorrebbe trasformare nel 51º Stato americano. Secondo i dati della società di tracciamento mobile Cuebiq, i viaggi dei canadesi verso le principali città statunitensi sono crollati fino al 42%.
Molti viaggiatori dichiarano di evitare gli Stati Uniti a causa della retorica violenta di Trump, di politiche dure sull’immigrazione e tensioni politiche legate al conflitto con l’Iran. Ma anche la paura di finire in cella perché non si ha la pelle bianca o si destano sospetti, non aiuta. Las Vegas è una delle mete che ha sofferto di più il calo canadese: le presenze sono diminuite del 17%.
Stando a un sondaggio di Politico, la maggioranza dei canadesi considera oggi gli Stati Uniti un partner e un alleato non più affidabile. Ma il calo del turismo negli Stati Uniti va in controtendenza rispetto al resto del mondo: nel 2025 i viaggi internazionali sono aumentati di circa 80 milioni di persone rispetto all’anno precedente, solo che una quota significativa ha scelto destinazioni diverse dagli Stati Uniti. E l’appuntamento del Mondiale di calcio, che verrà ospitato da Usa, Messico e Canada, non ha migliorato i numeri. Decine di migliaia di biglietti sono rimasti invenduti, gli hotel non hanno il tutto esaurito.
“Eravamo un Paese che gli altri volevano emulare. Questa idea non esiste più”, ha commentato alla Cnn Juliette Kayyem della Harvard Kennedy School. “Il danno a lungo termine – ha aggiunto – è che il mondo non conoscerà più l’America allo stesso modo. Oggi la narrazione degli Stati Uniti è quella di un Paese che, nel migliore dei casi, non è rispettato e, nel peggiore, viene visto come una democrazia in difficoltà”.