la Repubblica, 28 maggio 2026
Re, sciamani e i Beatles: svelare i convocati per i Mondiali diventa uno spettacolo
Ciak, si gira la convocazione ai mondiali. La lista dei convocati ormai è diventata una cosa seria, un film così importante da scomodare anche i re. Loro che siedono sul trono, hanno guardato la telecamera da attori e hanno assicurato al popolo: «Il calcio è di tutti, è la nostra storia, di chi lavora ogni giorno, dietro alla nazionale ci siete voi, c’è il nostro paese». Come together. L’unico che manca è re Carlo d’Inghilterra, anche se cinquant’anni fa a Wembley (il 30 luglio ’66) fu la regina Elisabetta in un vestito giallo canarino a premiare i Ramsey’s Boys nel giorno in cui la Gran Bretagna vinse contro la Germania la sua prima e unica Coppa. Se volete capire cosa promette di essere il calcio oggi, guardateli. Per la prima volta le convocazioni ai Mondiali di calcio sono una partita della comunicazione da vincere, cortometraggi da Oscar: stesso film, ma svolgimento diverso. La Norvegia per celebrare il suo ritorno dopo 28 anni, ha scritturato re Harald V, 89 anni, il decano dei sovrani d’Europa: «Cari tutti, abbiamo aspettato molto tempo, ma la nostra squadra è una comunità che ha grandi sogni». Norway is coming, suono di campane, immagini del paese e bravi a far vedere che lì anche le donne giocano a pallone. Anche il video della Scozia, assente dai Mondiali dal ’98, si fa notare per il suo paesaggio («Sei un paese facile da amare») e il suo legame con il calcio.
Ewan McGregor per la Scozia
La voce narrante è quella dell’attore scozzese Ewan McGregor (in tuta), protagonista dei film Trainspotting e Star Wars. La Spagna con l’annuncio del ct Luis De La Fuente (alzi la mano chi non ha pensato a Don Diego de la Vega, vero nome di Zorro) ci tiene a ricordare: «Questa nazionale nunca cammina sola». Soprattutto senza giocatori del Real e invece con 8 del Barcellona. Felipe VI, re di Spagna, tifoso dell’Atletico, presta immagine e voce, si sposta a Las Rozas, centro federale, e ribadisce: «Quando gioca la Spagna giochiamo tutti». Non esistono divisioni o campanili per le Furie Rosse.
La sit com della Francia
Simpatica la scelta della Francia che ambienta tutto in una sitcom statunitense dove si vedono i suoi calciatori lavorare, fare la spesa o cucinare in una piccola città di periferia. Il posto si chiama Clear Fountain, nome americanizzato di Clairefontaine, centro di allenamento della Federcalcio francese. I 26 convocati del ct Deschamps sono tutti protagonisti: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti vengono annunciati in stanze diverse. Dembélé e Maignan sono in cucina a fare colazione, Koné della Roma è su una confezione di biscotti al supermercato, Mbappé è il cassiere del minimarket, Digne e Thuram rispondono al telefono in ufficio. Non sarà Nouvelle Vague, ma è divertente.
Il richiamo alle origini del Senegal
Il Senegal esalta le proprie radici e la sua identità culturale. C’è il baobab, l’albero che rappresenta la collettività; l’aquila, messaggera tra il mondo dei vivi e quello degli antenati; il leone, simbolo del popolo e della potenza. E poi c’è il saggio Saltig, il sommo sacerdote del popolo Serer mediatore tra il mondo visibile e quello invisibile. Il ct Pape Thiaw scrive a mano su una pergamena (qualcuno che crede ancora nella carta) e sigilla con la ceralacca i nomi dei giocatori convocati per gli Usa. Il Brasile si limita a mostrare il ct Carlo Ancelotti e i suoi giocatori su un battello che passa sotto la statua della Libertà. La Cechia invece gira un video vintage con le famiglie dei giocatori che mostrano foto e filmati di loro da piccoli. Curaçao, l’isoletta nel mar dei Caraibi, il paese più piccolo di sempre a partecipare ai Mondiali, sceglie di presentare i suoi convocati con una canzone dallo stile caraibico fatta con i loro nomi. Ci aveva già pensato Fausto Cigliano per l’Italia (quando ancora partecipava ai mondiali e andava in finale) con la bossanova Ossessione ’70 («Rosato e Cera, c’era un gol»).
“Come together” per l’Inghilterra
Molto british e cool l’Inghilterra del ct (tedesco) Tuchel. Il video è ambientato a New York. E sulle note di Come Together dei Beatles i nomi dei convocati appaiono sulle insegne dei negozi, sui taxi, sugli stivali da cowboy e sui cartelloni pubblicitari. Le grafiche beatlesiane sono molte belle, la formazione è nei titoli di coda. C’è un piccolo refuso su Nico O’Reilly, scritto O’Reilley, giocatore del Manchester City alla sua prima convocazione. Ma la canzone, scritta nel ’69, ha un’ispirazione psichedelica, e quindi va bene così. Gli Usa hanno annunciato la squadra al Pier 17 a New York, c’erano i convocati, ma Captain America mancava.